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L’incognita Dortmund sulla strada della Dea: la sfida tattica di Niko Kovac

Alla vigilia del playoff di Champions League, il tecnico dei gialloneri analizza l'evoluzione dell'Atalanta di Palladino, tra emergenza difensiva e l'esaltazione dei talenti ex nerazzurri.

Redazione
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Il Signal Iduna Park si prepara a vestire l’abito delle grandi occasioni per un playoff di Champions League che promette scintille e contrasti stilistici. Niko Kovac, timoniere di un Borussia Dortmund rigenerato da una striscia di sei successi consecutivi in Bundesliga, ha tracciato le coordinate della sfida contro l’Atalanta, sottolineando come il cambio della guardia sulla panchina bergamasca abbia conferito nuova linfa ai nerazzurri. La compagine tedesca punta a capitalizzare l’inerzia positiva del campionato per arginare un avversario descritto come fisicamente granitico e tatticamente evoluto.

17 Febbraio 2026-21:00
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L’eredità di Gasperini e l’innovazione di Palladino

L’analisi di Kovac parte da un riconoscimento profondo del lavoro svolto a Bergamo negli ultimi anni, evidenziando una continuità che non esclude il progresso. «Con Palladino l’Atalanta gioca meglio, ma il nostro obiettivo è superare il turno sfruttando lo slancio garantito dalle sei vittorie consecutive in Germania», ha esordito l’allenatore croato in conferenza stampa. Il tecnico ha poi approfondito il passaggio di consegne tecnico: «Gasperini aveva forgiato uno stile unico; Palladino ha avuto il merito di portarlo avanti integrando le proprie idee. Ci aspetta una partita estremamente aperta contro un gruppo forte, da rispettare e durissimo sotto il profilo fisico».

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Il focus si è poi spostato su vecchie conoscenze e astri nascenti. Su Mario Pasalic, pupillo di lungo corso fin dai tempi della Nazionale croata, Kovac non ha espresso dubbi: «Mario possiede un talento cristallino e ha saputo imporsi con successo in Italia, nonostante in questo periodo stia trovando meno spazio sul terreno di gioco». Parole di miele sono giunte anche per il giovanissimo Samuele Inacio, talento classe 2008 strappato proprio al vivaio atalantino: «È un calciatore fantastico, dotato di una tecnica sopraffina e capace di agire sulla trequarti. La sua partecipazione al Mondiale per Club con noi ne certifica la crescita; rappresenta senza dubbio il futuro della Nazionale Italiana».

Emergenza difesa: il rebus della retroguardia giallonera

Il capitolo infermeria rappresenta la nota dolente per il sodalizio della Ruhr. Oltre alle assenze pesanti di Emre Can e Mané, Kovac deve fronteggiare una vera e propria decimazione nel reparto arretrato. «In difesa dovremo rinunciare a quattro pedine fondamentali: alle defezioni già note si è aggiunto Sule e non abbiamo intenzione di rischiare Schlotterbeck», ha spiegato il tecnico con fermezza.

Tuttavia, l’ottimismo non manca, forte di una profondità di rosa che ha già superato test proibitivi in passato. «Abbiamo ampiamente dimostrato di disporre di valide alternative. Ryerson, che nasce come esterno, ha già fornito ottime garanzie adattandosi nel ruolo di centrale, come avvenuto nella sfida contro la Juventus». Il Dortmund si affida dunque alla duttilità dei suoi interpreti per disinnescare l’attacco di Palladino, cercando di trasformare l’impasse difensiva in un’opportunità di resilienza tattica.

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