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La scacchiera del Signal Iduna Park: Palladino lancia la sfida al Borussia decimato

Al via i playoff di Champions League: l'Atalanta cerca l'impresa in Germania affidandosi al tridente Samardžić-Zalewski-Scamacca. Kovac si barrica dietro le sei vittorie consecutive in Bundesliga, nonostante un'infermeria da brividi.

Redazione
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Il sipario sulla fase a eliminazione diretta della Champions League si alza in un’atmosfera carica di elettricità e tensione tattica. L’Atalanta, reduce da una prova di forza autoritaria contro la Lazio, approda a Dortmund per il primo atto di un playoff che vale una stagione. Il sodalizio orobico, classificatosi quindicesimo nella fase a gironi, incrocia i tacchetti con un Borussia Dortmund che, pur avendo chiuso diciassettesimo, attraversa un momento di forma smagliante nel proprio campionato nazionale. Il confronto al Signal Iduna Park non è solo una sfida tra due compagini in salute, ma un vero e proprio test di maturità per il progetto tecnico di Raffaele Palladino, chiamato a confermare la dimensione internazionale della “nuova” Dea.

Qui Dortmund: Kovac e il rebus della retroguardia

Il tecnico giallonero Niko Kovac deve gestire una situazione paradossale: se da un lato il morale è alle stelle grazie a sei successi consecutivi in Bundesliga, dall’altro la conta degli indisponibili sta assumendo i contorni di un’emergenza nazionale. Il reparto difensivo è letteralmente decimato: le pesanti defezioni di Sule e Schlotterbeck, sommate al forfait del capitano Emre Can e di Filippo Male, costringono il tecnico a soluzioni drastiche.

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L’architettura tattica scelta è un 3-5-2 di necessità, dove il giovanissimo Reggiani dovrebbe trovare spazio dal primo minuto accanto ad Anton e Bensebaini a protezione di Kobel. La cerniera di centrocampo, orfana di interditori puri, si affiderà alla qualità di Brandt e alla fisicità di Nmecha, mentre il terminale offensivo sarà l’implacabile Guirassy, supportato dalla rapidità di Beier. La compagine tedesca punta tutto sulla solidità casalinga per sopperire a una difesa che, sulla carta, appare vulnerabile e priva di automatismi collaudati.

Qui Atalanta: la continuità di Palladino e il ritorno di Scamacca

In casa nerazzurra regna un cauto ottimismo, alimentato da una condizione fisica invidiabile e da una fisionomia tattica ormai consolidata. Raffaele Palladino sembra intenzionato a non stravolgere il meccanismo che ha schiantato la Lazio, riproponendo il modulo 3-4-2-1. Tra i pali agirà Carnesecchi, mentre il castello difensivo vedrà Scalvini e Djimsiti affiancati da Ahanor, giovane rampa di lancio del vivaio bergamasco.

Il cuore pulsante del gioco resterà affidato alla coppia Ederson-De Roon, chiamata a un lavoro di raddoppio costante sulle mezzali tedesche, con Zappacosta e Bernasconi pronti a presidiare le corsie esterne. Le assenze forzate di Charles De Ketelaere e Raspadori ridisegnano però la trequarti: toccherà alla classe di Lazar Samardžić e all’esuberanza di Zalewski innescare Gianluca Scamacca. Il centravanti azzurro è il grande favorito per riprendersi la maglia da titolare, con l’obiettivo di sfruttare proprio le incertezze di una retroguardia giallonera assemblata all’ultimo minuto.

Le Probabili Formazioni

BORUSSIA DORTMUND (3-5-2): Kobel; Reggiani, Anton, Bensebaini; Ryerson, Brandt, Bellingham, Nmecha, Svensson; Guirassy, Beier. All.: Kovac.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Zappacosta, De Roon, Éderson, Bernasconi; Samardžić, Zalewski; Scamacca. All.: Palladino.

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