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Mourinho evoca lo spettro del Real: «Il Re ferito è pericoloso»

Alla vigilia dei playoff di Champions League, lo "Special One" mette in guardia il suo Benfica. Dopo il leggendario gol del portiere Trubin che ha condannato i Blancos agli spareggi, il Da Luz si prepara a un’altra notte di fuoco.

Redazione
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Il destino, si sa, ha un senso dell’umorismo particolarmente affilato quando si parla di José Mourinho. Lo “Special One”, oggi alla guida di un Benfica rigenerato e battagliero, si ritrova davanti il suo passato più glorioso e ingombrante: il Real Madrid. Martedì 17 febbraio, l’Estádio da Luz sarà il teatro di un playoff d’andata di Champions League che profuma di epica, nato dalle ceneri di una fase a gironi conclusasi in modo surreale proprio tra queste due compagini. Mourinho, che a Madrid ha vinto e sofferto, non usa giri di parole per descrivere lo stato d’animo degli avversari: «Sono feriti, e un re ferito è molto più pericoloso di uno in piena salute», ha dichiarato ai microfoni della BBC, alzando la tensione di un match che promette di fermare il tempo.

Il fantasma di Trubin e il “crimine” del 98° minuto

Per capire il clima di questa sfida bisogna riavvolgere il nastro al 28 gennaio scorso. In un finale che ha riscritto le leggi della probabilità, il portiere ucraino Anatoliy Trubin si è travestito da centravanti, siglando al 98° minuto il gol del definitivo 4-2 contro i Blancos. Quell’incornata non ha solo regalato al Benfica il 24° posto, l’ultimo utile per i playoff, ma ha declassato il Real Madrid fuori dalle prime otto, costringendolo a un turno preliminare che suona come un affronto alla storia della competizione.

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Mourinho, con il consueto piglio ironico e provocatorio, ha scherzato sulla possibilità di un bis del suo estremo difensore: «La sfida sarà impegnativa, ma questa volta Trubin non sarà in attacco… credo». Tuttavia, dietro la battuta si cela la consapevolezza tattica di chi ha vissuto mille battaglie: «Giocheremo con la testa, l’ambizione e la fiducia di chi sa cosa ha già fatto ai re della Champions. Sono abituato a queste sfide da una vita, e so che non esiste un risultato definitivo dopo i primi 90 minuti».

Primeira Liga e ambizioni: il Benfica cerca l’impresa

In campionato, le “Aquile” occupano attualmente la terza posizione nella Primeira Liga con 52 punti, tallonando Sporting e Porto in un torneo senza esclusione di colpi. Ma è l’Europa il vero giardino di Mourinho, il luogo dove la sua capacità di trasformare gli sfidanti in giganti trova la massima espressione. Il Benfica arriva al playoff con la consapevolezza di non aver nulla da perdere, mentre il Real Madrid di Ancelotti (o del suo successore) sbarca a Lisbona con l’obbligo morale di lavare l’onta della sconfitta di gennaio.

L’assenza di Trubin dalle aree avversarie sarà compensata da una strategia volta a colpire i punti deboli di una difesa madrilena apparsa vulnerabile nelle transizioni. Per Mourinho, battere il Real significherebbe non solo avanzare agli ottavi, ma infliggere un colpo durissimo alla credibilità dei “Galacticos” nell’anno del nuovo formato della Champions.

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