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Spalletti distrugge la Juve: «Niente carattere, a Istanbul un disastro di personalità»

L’allenatore bianconero durissimo dopo il 5-2: "Pagato dazio con il rosso a Cabal, ora Bremer preoccupa. Dobbiamo rendere conto al nostro popolo".

Redazione
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Il fischio finale dell’Ali Sami Yen non sancisce solo una disfatta numerica, ma apre una crisi d’identità profonda in casa Juventus. Dopo il traumatico 5-2 incassato per mano del Galatasaray, nell’andata dei playoff di Champions League, Luciano Spalletti si è presentato ai microfoni di Sky Sport con un’analisi che non lascia spazio a interpretazioni benevole. Il tecnico toscano, visibilmente contrariato dalla gestione emotiva della gara, ha puntato il dito contro la fragilità mentale dei suoi uomini: «Abbiamo chiuso il primo tempo in calando e nella ripresa l’obiettivo era ripristinare l’ordine tattico, ma siamo letteralmente naufragati sotto il profilo della personalità. Quello di stasera non è un passo falso isolato, sono tre passi indietro nel processo di crescita».

Il paradosso Cabal e l’emergenza Bremer

L’episodio che ha definitivamente spostato l’inerzia del match è stata l’espulsione di Juan Cabal, subentrato a un Cambiaso già ammonito e a rischio sanzione. Una scelta di gestione che si è trasformata in un boomerang: «Andrea aveva rischiato il secondo giallo a fine primo tempo e in queste arene bisogna saper gestire i cartellini», ha spiegato Spalletti con amarezza. «Tuttavia, abbiamo pagato dazio con Cabal. La sua doppia ammonizione ci ha messo in ginocchio, ma la verità è che ci abbiamo messo molto del nostro, commettendo errori imperdonabili in fase di impostazione».

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A rendere il quadro ancor più fosco per il sodalizio bianconero è l’infortunio di Gleison Bremer, uscito alla mezz’ora per un sospetto problema muscolare. Il tecnico non ha nascosto la preoccupazione per il suo pilastro difensivo: «Le sue condizioni sono da valutare attentamente, è molto probabile che ci siano problemi seri». Senza il brasiliano, la retroguardia è apparsa una compagine slegata, confermando un trend allarmante: nelle ultime quattro uscite, la “Vecchia Signora” ha sempre incassato almeno due reti, smarrendo quella solidità che ne aveva caratterizzato l’avvio di stagione.

Filosofia contro pragmatismo: il monito del tecnico

Spalletti ha poi affrontato il tema della costruzione dal basso, spesso finita sotto accusa dopo gli errori individuali che hanno spianato la strada ai turchi. Il suo è un richiamo alla realtà: «Esiste una narrazione errata secondo cui bisognerebbe giocare sempre il pallone. Quando il pericolo si fa estremo, la palla va semplicemente scaraventata via; non bisogna aver paura di essere rudi se la situazione lo richiede». Una critica neanche troppo velata alla mancanza di letture tattiche dei suoi calciatori nei momenti di massima pressione.

La chiosa finale è un richiamo solenne alle responsabilità che derivano dall’indossare la maglia bianconera: «A livello individuale non siamo ancora al top della consapevolezza e stasera abbiamo peggiorato la situazione. L’espulsione ha pesato, è innegabile, ma siamo qui per lavorare e dobbiamo rendere conto a una società e a un intero popolo che ci sostiene». Con il match di ritorno alle porte, la Juventus è chiamata a un’impresa che passa prima dai nervi e poi dai piedi, per evitare che la stagione europea si trasformi in un fallimento prematuro.

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