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L’inverno più freddo della Signora: 12 giorni di agonia tra coppe e veleni

Dalla Coppa Italia al naufragio di Istanbul, la stagione bianconera è a un bivio. Ora il Como, poi la missione impossibile nel ritorno di Champions.

Emanuele De Scisciolo
4 Min Read

La Juventus di Luciano Spalletti attraversa il momento più critico del suo recente corso storico, avvolta in una spirale di negatività che minaccia di trasformare una stagione di ambizioni in un fallimento su larga scala. In soli dodici giorni, il sodalizio bianconero ha visto sgretolarsi certezze tattiche e obiettivi stagionali: dall’estromissione traumatica dalla Coppa Italia allo scivolamento al quinto posto in Serie A, fino all’umiliante “manita” incassata a Istanbul che mette a serio rischio il cammino in Champions League. Un febbraio nero, scandito da decisioni arbitrali controverse, infortuni eccellenti e un’inquietante fragilità emotiva che sembra aver colpito i leader dello spogliatoio proprio nel summit decisivo della stagione.

Dalla caduta con l’Atalanta al caos del Derby d’Italia

La striscia negativa ha radici profonde nel match del 5 febbraio, quando l’Atalanta di Palladino ha estromesso la Juventus dalla Coppa Italia con un 3-0 che, pur non rispecchiando la mole di gioco prodotta da Madama, ha evidenziato un’atavica incapacità di finalizzare. La traversa di Conceiçao resta il simbolo di una serata dove alla qualità della manovra non è corrisposto il necessario cinismo sotto porta.

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Appena sei giorni dopo, il clima è degenerato nel Derby d’Italia. La sconfitta al 90′ per mano di Zielinski è passata quasi in secondo piano rispetto al caso diplomatico scatenato dall’espulsione di Kalulu. L’impasse tra la dirigenza bianconera e la classe arbitrale ha toccato il punto di non ritorno nell’intervallo di San Siro, con l’inibizione di Comolli e Chiellini, furiosi per una presunta simulazione di Bastoni che ha alterato l’equilibrio della sfida. Una ferita aperta che la squadra si è trascinata fino in Turchia, palesando un nervosismo che sta diventando il peggior nemico di Spalletti.

L’Everest turco e un calendario senza respiro

Il clamoroso 5-2 subìto contro il Galatasaray rappresenta l’apice di questo periodo di crisi. Altra gara, altra espulsione: il doppio giallo fulmineo a Cabal ha evidenziato una mancanza di disciplina tattica che Makkelie non ha esitato a sanzionare. Ora, per evitare l’eliminazione prematura dai playoff di Champions, la Juventus è chiamata a scalare un vero e proprio Everest il prossimo 25 febbraio: serviranno tre gol di scarto solo per portare la contesa ai supplementari, quattro per il passaggio diretto. Un’impresa che appare titanica, considerando anche l’assenza pesante di Bremer per infortunio. Il cronoprogramma dei prossimi giorni non concede tregua:

  • Sabato pomeriggio: Sfida all’Allianz Stadium contro il Como di Nico Paz; un test di nervi dove la vittoria è l’unico farmaco possibile.
  • Mercoledì 25 febbraio: Il ritorno della verità contro il Galatasaray.
  • Domenica 1 marzo: Lo scontro diretto all’Olimpico contro la Roma, vero crocevia per rientrare nella zona Champions.

Il rischio di restare a “bocca asciutta” è concreto. Spalletti deve ritrovare immediatamente la bussola, isolando la squadra dalle polemiche esterne e ricostruendo quel muro difensivo che, fino a due settimane fa, sembrava il marchio di fabbrica del suo progetto.

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