A 36 anni, con il bagaglio di chi ha solcato i campi più prestigiosi della Serie A, Giacomo Bonaventura si ritrova oggi nel limbo dorato degli svincolati. Il centrocampista marchigiano, classe ’89, non ha però intenzione di appendere gli scarpini al chiodo: da mesi si allena con la dedizione di un debuttante, in attesa di quella scintilla, di quel progetto capace di fargli «brillare ancora gli occhi». Dopo l’esperienza in Arabia Saudita, l’ex mezzala di Milan e Fiorentina rappresenta oggi l’occasione di mercato più ghiotta per chi necessita di inserimenti, leadership e una qualità tecnica che il tempo non sembra aver scalfito. Il sodalizio con il calcio arabo si è interrotto, ma la fame di agonismo resta intatta.
Il capitolo Al-Shabab e il rientro dal deserto
L’ultima parentesi professionale di “Jack” si è consumata nella Saudi Pro League, dove nell’estate del 2024 aveva sottoscritto un accordo annuale con l’Al-Shabab. In terra saudita, Bonaventura ha condiviso lo spogliatoio con nomi del calibro di Carrasco e Hoedt, collezionando 33 presenze complessive condite da 4 gol e 3 assist. Nonostante l’opzione per il rinnovo biennale, le strade del giocatore e del club arabo si sono separate consensualmente al termine della stagione, lasciando il centrocampista libero di valutare nuove frontiere, con una dichiarata predilezione per un rientro nel calcio che conta.
Le cifre della sua carriera parlano chiaro: quasi 400 gettoni nel massimo campionato italiano, una garanzia di rendimento che ha già attirato l’interesse di diverse compagini. Nelle scorse settimane, si sono rincorse voci su un possibile ritorno romantico alla Fiorentina o un approdo tattico all’Hellas Verona, ma in entrambi i casi l’impasse tra domanda e offerta ha impedito il decollo delle trattative.
L’identikit di un “fuoriclasse” senza squadra
Bonaventura non cerca un semplice contratto, ma una sfida che ne valorizzi la duttilità. Il suo entourage è al lavoro per vagliare proposte sia dall’Italia che dall’estero, mantenendo un profilo rigoroso: nessuna scelta affrettata, solo valutazioni ponderate su basi tecniche solide. «Lavoro, lavoro e ancora lavoro a testa bassa», trapela dal suo staff; un mantra che sottolinea una condizione atletica invidiabile per un atleta della sua età.
In un mercato sempre più orientato alla fisicità estrema, la visione di gioco e l’intelligenza tattica di Bonaventura restano merce rara. La sua capacità di agire sia da trequartista che da interno di centrocampo lo rende il jolly ideale per squadre a caccia di equilibrio o per formazioni ambiziose che necessitano di un “usato sicuro” di altissimo livello. Il sipario non è ancora calato sulla carriera di Jack: il prossimo capitolo è solo in attesa di essere scritto dalla penna giusta.


