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Caos Razzismo al Da Luz: Prestianni nega tutto, Vinicius attacca: «Codardi protetti dal sistema»

Notte di veleni dopo Benfica-Real Madrid: l'argentino respinge le accuse di discriminazione, mentre il club lusitano pubblica un video per scagionarlo dalle denunce del brasiliano.

Redazione
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Il rettangolo verde del Da Luz si trasforma in un terreno di scontro etico e disciplinare che travalica il risultato sportivo. La vittoria del Real Madrid sul Benfica viene oscurata dal violento diverbio tra Vinicius Junior e Gianluca Prestianni, sfociato in pesanti accuse di razzismo che hanno paralizzato il match per oltre dieci minuti. Se l’attaccante brasiliano denuncia l’ennesimo episodio di discriminazione, il talento argentino e il club lusitano rispondono con una smentita categorica, dando vita a una battaglia mediatica combattuta a colpi di social network e analisi video nella notte post-partita.

La trincea del Benfica: la difesa di Prestianni e il fattore distanza

La reazione del sodalizio portoghese non si è fatta attendere, strutturandosi su una doppia linea difensiva: la parola del giocatore e la prova tecnologica. Gianluca Prestianni, attraverso i propri canali ufficiali, ha respinto ogni addebito cercando di smontare la ricostruzione avversaria. «Voglio chiarire che in nessun momento ho diretto insulti razzisti verso Vinicius Junior, il quale ha purtroppo interpretato male ciò che crede di aver ascoltato», ha scritto l’argentino in una nota densa di amarezza, aggiungendo di non essere mai stato protagonista di episodi discriminatori e lamentando, di contro, le minacce ricevute dai tesserati delle Merengues.

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A supporto del calciatore è intervenuta direttamente la compagine di Lisbona, pubblicando un video volto a evidenziare l’inconsistenza delle accuse. Secondo la nota diffusa dal club, le immagini dimostrerebbero come, data la distanza tra i protagonisti, sia fisicamente impossibile per i giocatori del Real Madrid aver udito con chiarezza le parole pronunciate da Prestianni. Una mossa volta a disinnescare il caso prima che l’impasse burocratica dei protocolli UEFA possa trasformarsi in sanzioni esemplari.

L’atto d’accusa di Vinicius: «I razzisti sono codardi»

Di segno diametralmente opposto la narrazione di Vinicius Junior, che non ha usato mezzi termini per descrivere l’accaduto. Il brasiliano, ammonito per un’esultanza giudicata eccessiva dopo il gol vittoria, ha collegato il cartellino giallo a una gestione arbitrale carente. «I razzisti sono prima di tutto codardi, devono mettersi la maglia sulla bocca per dimostrare quanto non valgano nulla», ha tuonato l’attaccante in una story al vetriolo, sottolineando come l’episodio non sia una novità nella sua carriera.

Il fuoriclasse del Real Madrid ha poi puntato il dito contro il sistema, parlando di un protocollo mal eseguito che non offrirebbe reale protezione alle vittime. La tensione, esplosa al quinto minuto della ripresa quando Vinicius avrebbe udito l’epiteto “scimmia” rivolto da Prestianni, rimane altissima. Mentre le copertine dovrebbero celebrare il successo del Real, il dibattito si sposta ora sulla necessità di punizioni certe, in attesa che i vertici arbitrali e disciplinari analizzino il referto di una notte che ha lasciato una ferita profonda nel calcio europeo.

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