L’Inter di Cristian Chivu consolida il proprio primato e vola a +10 in classifica per una notte, superando l’ostacolo Lecce in un match caratterizzato da un’emergenza organica senza precedenti. Privo della spina dorsale composta da Lautaro Martinez, Calhanoglu e Barella, il tecnico nerazzurro ha saputo gestire una rotazione forzata a meno di 70 ore dall’impegno europeo di Bodo, affidandosi alla freschezza del ventenne Pio Esposito e all’impatto di Bonny. La vittoria, maturata grazie agli ingressi risolutivi di Mkhitaryan e Akanji dalla panchina, non rappresenta soltanto un tassello fondamentale nella corsa verso il titolo, ma certifica il record storico di 64 punti in 26 giornate per un allenatore al primo anno sulla panchina meneghina.
Il successo del “Via del Mare” assume i connotati di un capolavoro tattico e gestionale. Chivu ha dimostrato una maturità non comune nel proteggere e valorizzare elementi sotto pressione, come Alessandro Bastoni, autore di una prestazione maiuscola nonostante l’ostilità del pubblico locale. La capacità del sodalizio nerazzurro di mantenere un ritmo indiavolato anche privo dei suoi “senatori” riflette una profondità di rosa e una coesione d’intenti che portano la firma indelebile dell’ex difensore. Al termine della sfida, il tecnico ha voluto tributare il merito ai propri calciatori: «Questo risultato appartiene interamente a un gruppo di ragazzi fantastici che si mettono quotidianamente a disposizione del progetto», ha commentato l’allenatore ai microfoni della stampa, ribadendo la centralità del collettivo rispetto alle individualità.
L’impatto statistico della gestione Chivu inizia a lambire territori leggendari. Con i 64 punti conquistati finora, il tecnico di Resita ha già messo in ombra i debutti di icone del calibro di José Mourinho (fermo a 60 punti allo stesso passaggio stagionale), Invernizzi e Weisz. Nella cronologia del campionato italiano, solo il mitico Carlo Carcano, alla guida della Juventus nella stagione 1930/31, seppe fare di meglio raccogliendo 65 punti. Questo dato non solo nobilita il lavoro svolto dalla dirigenza nel riportare Chivu a Milano la scorsa estate, ma proietta l’Inter verso un finale di stagione dove la gestione delle energie e la valorizzazione dei giovani talenti sembrano essere le armi definitive per la conquista della seconda stella.



