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L’anima nerazzurra di Federico Dimarco: «Ribaltare il Bodo è un dovere, sogniamo Scudetto e Mondiale»

L'esterno nerazzurro alla vigilia del playoff di Champions: fiducia totale in Chivu e nel gruppo. «Mondiale e titolo nazionale le mie priorità».

Redazione
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In un’Inter che viaggia a ritmi da record, Federico Dimarco si è consacrato come l’architrave tattica ed emotiva della formazione di Christian Chivu. L’esterno milanese, protagonista di una stagione statistica monumentale che lo vede a un passo dal primato storico di assist per un difensore, ha suonato la carica alla vigilia del ritorno dei playoff di Champions League contro il Bodo/Glimt. Dopo il pesante 3-1 subito in Norvegia — match che l’esterno ha vissuto inizialmente dalla panchina — i nerazzurri sono chiamati a una rimonta di nervi e qualità per evitare una clamorosa uscita anticipata dall’Europa che conta.

La missione Champions e il fattore San Siro

La sfida contro la compagine norvegese non è solo un crocevia stagionale, ma un test di maturità per un gruppo che non vuole smettere di stupire. «Abbiamo il dovere morale di ribaltare il risultato dell’andata perché rappresentiamo l’Inter e nutriamo una profonda ambizione verso questa competizione», ha dichiarato Dimarco ai microfoni della stampa. Pur riconoscendo le attenuanti legate alle condizioni ambientali della gara d’andata, l’esterno non ha cercato alibi: «Il campo sintetico ha certamente influito mercoledì scorso, ma il Bodo resta un avversario di assoluto valore; le loro vittorie contro giganti come Manchester City e Atletico Madrid non sono state casuali».

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La strategia per il match di domani appare chiara: un’offensiva totale che dovrà però essere bilanciata da una ferrea disciplina tattica. «Sarà una partita votata all’attacco, data la necessità di recuperare due reti di scarto, ma dovremo essere chirurgici nel disinnescare le loro ripartenze letali», ha aggiunto il numero 32, sottolineando come l’equilibrio sarà la chiave per non prestare il fianco ai contropiedi scandinavi.

Il miracolo del +10 e le ambizioni tricolori

Se l’Europa resta un rebus da risolvere, il campionato parla una lingua chiaramente nerazzurra. Il vantaggio di dieci lunghezze sulla concorrenza a febbraio è un dato che ha sorpreso lo stesso Dimarco, il quale ha voluto rendere omaggio al lavoro di Chivu nella ricostruzione psicologica del gruppo dopo le delusioni della passata stagione. «Onestamente non prevedevo un distacco simile, ma siamo stati capaci di reagire come un vero collettivo dopo i trofei sfumati lo scorso anno; questo spogliatoio merita ogni traguardo che sta raggiungendo», ha commentato a Sky, riservando parole d’elogio anche per la crescita di Pio Esposito, definito un elemento imprescindibile per dedizione e temperamento.

Con lo sguardo rivolto al futuro, Dimarco non si è nascosto nel fissare le priorità del suo 2026. Tra la gloria della Champions, il tricolore e il ritorno dell’Italia sul palcoscenico globale, la scelta è netta: «Se dovessi scegliere, punterei su due obiettivi: la conquista dello Scudetto e la qualificazione al Mondiale con la maglia azzurra». Una dichiarazione d’intenti che sposa il pragmatismo del club e l’orgoglio nazionale, confermando come l’esterno sia ormai il volto di un calcio italiano che vuole tornare a dominare.

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