News

Buffon difende Di Gregorio: “Un turno di riposo non è bocciatura”

Lo storico numero uno analizza la crisi del portiere juventino e incorona Carnesecchi come suo erede: "Mi rivedo in lui".

Redazione
3 Min Read

Il ponte ideale tra il passato glorioso e il presente travagliato della porta bianconera si materializza nelle parole di Gianluigi Buffon. Nella mattinata di oggi, il capo delegazione della Nazionale ha rilasciato un’intervista esclusiva a La Gazzetta dello Sport, ergendosi a scudo di Michele Di Gregorio. In una fase in cui l’ex estremo difensore del Monza è finito nel mirino di una violenta deriva social e di critiche tecniche feroci, l’investitura di Buffon punta a stemperare la tensione, suggerendo una gestione psicologica oculata per preservare l’integrità del patrimonio tecnico della Juventus.

La “terapia del riposo” e la difesa di Buffon

Analizzando la parabola di Di Gregorio, Buffon ha sottolineato come il recente appannamento sia una fisiologica fluttuazione all’interno di un percorso di crescita d’élite. «Nella passata stagione è stato una sorpresa determinante per il ritorno in Champions League, mentre oggi sta attraversando una fase complessa che può capitare a chiunque», ha dichiarato l’ex numero uno azzurro, invitando il sodalizio torinese alla coesione. «È fondamentale che il mister e l’ambiente facciano quadrato intorno a lui. Un eventuale turno di riposo non deve essere interpretato come una bocciatura, ma come uno strumento per ritrovare serenità e la giusta distanza dalle pressioni mediatiche». Queste parole sembrano avallare la strategia di Luciano Spalletti, orientato a lanciare Perin nella notte europea contro il Galatasaray.

Pubblicità

La rinascita della scuola italiana: l’elogio a Carnesecchi

Nonostante l’impasse di Di Gregorio, Buffon ha espresso estremo ottimismo sullo stato di salute del vivaio nazionale, definendo la “fucina dei portieri italiani” come una delle più floride al mondo. Tra i profili menzionati spiccano Donnarumma, Vicario, Meret e Caprile, ma l’attenzione si è focalizzata in particolare su Marco Carnesecchi, attuale baluardo dell’Atalanta e obiettivo sensibile per il futuro mercato della Juventus. «Mi rivedo in Carnesecchi per l’approccio alla gara: è spavaldo, quasi guascone, un tratto distintivo che apprezzo molto», ha rivelato Buffon, individuando nel portiere orobico un erede naturale per carisma e personalità tra i pali.

Lo scetticismo sulla rimonta Champions

Infine, Buffon ha affrontato il tema caldissimo del ritorno dei playoff di Champions League contro il Galatasaray, non nascondendo una profonda preoccupazione per la congiuntura in cui versa la compagine di Spalletti. Il trauma della sconfitta interna contro il Como e le numerose assenze pesano come macigni sulle speranze di ribaltare il 5-2 dell’andata. «Se la Juventus fosse stata al completo, avremmo avuto ottime ragioni per credere nell’impresa. Ma con queste defezioni e il morale scosso, la risalita si fa ripidissima», ha analizzato con realismo il capo delegazione, ricordando come il mancato gol di Osimhen all’andata, paradossalmente, non faciliti il compito di una difesa che dovrà comunque limitare i danni contro un attacco stellare.

I più letti

Pubblicità