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Inter, torna Calhanoglu: il turco in gruppo per il Genoa, Lautaro ancora out

Sorriso a metà per Chivu ad Appiano: il centrocampista recupera per il campionato, ma il capitano punta al rientro post-sosta.

Redazione
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L’Inter prova a voltare pagina dopo il disastroso verdetto di Champions League contro il Bodo/Glimt, aggrappandosi al ritorno del suo uomo d’ordine: Hakan Calhanoglu. Smaltito l’affaticamento all’adduttore della gamba destra che lo aveva costretto al forfait nel ritorno dei playoff, il metronomo turco è tornato ad allenarsi regolarmente in gruppo nella seduta di mercoledì ad Appiano Gentile. Se le risposte fisiche nelle prossime 48 ore confermeranno l’assenza di dolore, il numero 20 sarà regolarmente nell’elenco dei convocati di Cristian Chivu per l’anticipo di sabato sera a San Siro contro il Genoa, tassello vitale per blindare la corsa verso il 21esimo scudetto.

Il rientro del pilastro mediano funge da antidolorifico per uno spogliatoio scosso dall’eliminazione continentale, ma il quadro clinico non è ancora perfetto. Se la mediana ritrova la sua luce, l’attacco resta orfano del suo leader carismatico: Lautaro Martinez. Il capitano nerazzurro è attualmente l’unico elemento ancora fermo ai box a causa di un risentimento al soleo particolarmente insidioso. Le proiezioni dello staff medico sono improntate alla massima cautela: lo stop del “Toro” potrebbe protrarsi fin dopo la sosta delle Nazionali di marzo, puntando alla piena disponibilità solo per il rush finale di aprile, quando l’Inter sarà chiamata a chiudere definitivamente la pratica tricolore.

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Con un vantaggio di +10 sulla concorrenza, la strategia di Chivu è chiara: reinserimento immediato per Calhanoglu per ripristinare i flussi di gioco interrotti e gestione conservativa per il centravanti argentino. La sfida contro il Grifone rappresenta lo snodo psicologico cruciale per dimostrare che il trauma norvegese è stato metabolizzato. Senza l’ingombro delle coppe europee, i nerazzurri avranno ora l’obbligo di mantenere una media punti record per onorare l’obiettivo della seconda stella, trasformando la delusione di mercoledì nella rabbia agonistica necessaria per dominare il campionato fino all’ultima giornata.

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