Nella serata di oggi, il Napoli ha ritrovato la vittoria in extremis al termine di una battaglia agonistica che ha infiammato lo stadio Bentegodi. Quando il pareggio sembrava ormai scolpito nella pietra, è stato Romelu Lukaku a griffare il sorpasso definitivo al sesto minuto di recupero, permettendo ad Antonio Conte di rispondere presente nella corsa verso l’Europa. Una vittoria sofferta, arrivata dopo una gara dai due volti: il dominio iniziale degli azzurri, il ritorno di fiamma dell’Hellas Verona e un finale al cardiopalma che punisce oltremodo la compagine di Sammarco, protagonista di una prova generosa ma sfortunata nei minuti di recupero.
Lampo Hojlund e la risposta di Akpa Akpro
L’avvio di gara era stato un monologo partenopeo, sbloccato dopo appena 1 minuto e 50 secondi da un colpo di testa imperioso di Rasmus Hojlund. L’attaccante danese, rapace nel capitalizzare una respinta corta su cross di Politano, aveva illuso i campioni d’Italia di poter gestire la pratica con facilità. Il Napoli ha mantenuto il controllo del possesso per tutto il primo tempo, sfiorando il raddoppio ancora con Hojlund, fermato solo da un salvataggio sulla linea di Edmundsson. Nella ripresa, tuttavia, l’inerzia è cambiata: al 65′, un destro di Akpa Akpro, sporcato da una deviazione fortunosa proprio di Hojlund, ha ingannato Meret ristabilendo una parità che ha scosso le fondamenta tattiche di Conte.
Il fattore Lukaku e l’estasi al 96′
Sotto la pioggia di ammonizioni — che hanno colpito anche il tecnico azzurro e un nervoso Elmas — Conte ha pescato dalla panchina la carta della disperazione, inserendo Romelu Lukaku e Gilmour al 73′. Il forcing finale degli azzurri è apparso a tratti disordinato, scontrandosi con le parate di un attento Montipò. Ma proprio nell’ultimo respiro del match, al 96′, il centravanti belga ha trovato la zampata vincente nell’area piccola, trasformando un finale concitato in un’esultanza collettiva sotto il settore ospiti. «Era fondamentale dare un segnale di resilienza dopo lo scivolone con l’Atalanta; questi tre punti valgono molto più del loro peso in classifica per come sono arrivati», avrebbe confidato l’entourage azzurro negli spogliatoi.
Per il Verona si tratta di una beffa atroce che complica maledettamente il cammino verso la salvezza, lasciando gli scaligeri con l’amaro in bocca per una prestazione che, per lunghi tratti, aveva neutralizzato i campioni d’Italia. Per il Napoli, invece, è il ritorno del “carattere Conte”: una squadra che non smette di crederci fino al triplice fischio dell’arbitro Colombo, portando a casa tre punti che tengono vivo l’obiettivo Champions.


