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Medio Oriente in fiamme: rinviato il “derby” Mancini-Inzaghi per motivi di sicurezza

L'escalation militare tra Iran, USA e Israele blocca il calcio in Qatar e Arabia Saudita; rinvio forzato per Al Sadd-Al Hilal e fuga di CR7 a Madrid.

Redazione
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A poche ore dal fischio d’inizio, il verdetto della Afc è diventato ufficiale: la sfida tra l’Al Sadd di Roberto Mancini e l’Al Hilal di Simone Inzaghi è stata rinviata a data da destinarsi. Nella mattinata di oggi, la Confederazione asiatica ha ratificato lo stop forzato all’andata degli ottavi di Champions League, una decisione inevitabile dopo l’escalation militare che ha colpito l’area del Golfo. Il clima di massima allerta, innescato dagli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e dalla successiva rappresaglia di Teheran, ha reso impossibile garantire gli standard minimi di sicurezza per atleti e tifosi nel quadrante di Doha.

Il blackout del calcio asiatico: Doha e Riad sotto scacco

La decisione della federazione del Qatar non si limita al solo “derby italiano”. Il provvedimento di rinvio ha travolto l’intera programmazione che coinvolge i club Al Duhail, Al Sadd e Al Ahli, le cui gare internazionali sono state sospese a causa dei missili intercettati nei cieli qatarioti. In particolare, è saltato il confronto tra l’Al Duhail e i sauditi dell’Al Ahli, oltre al match di coppa continentale tra l’Al Ahli di Doha e i giordani dell’Al Hussein Irbid. Se la zona Est del continente prosegue regolarmente la propria attività, l’area Ovest si trova paralizzata da una congiuntura bellica che non accenna a placarsi, costringendo la Afc a un monitoraggio costante del calendario.

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La preoccupazione di Mancini e la fuga di Ronaldo

Lo spettro della guerra ha colpito duramente il morale dei protagonisti. Roberto Mancini, già nei giorni scorsi, aveva manifestato pubblicamente i propri timori per la sicurezza della sua compagine, specialmente in seguito all’intercettazione di ordigni nella periferia di Doha. Sull’altra sponda, Simone Inzaghi ha accettato con sollievo il rinvio, nonostante il momento di grazia dell’Al Hilal, reduce dal roboante 5-3 contro l’Al Shabab. Nel frattempo, la situazione in Arabia Saudita appare altrettanto critica: l’attacco con droni all’ambasciata statunitense di Riad ha accelerato il rientro in Spagna di Cristiano Ronaldo. Il jet privato del fuoriclasse dell’Al Nassr è atterrato a Madrid nella notte, un segnale inequivocabile della tensione che aleggia sui campioni della Saudi Pro League.

Il comunicato dell’Afc: «La sicurezza è la nostra priorità»

Dalla sede centrale della Confederazione è arrivata una nota ufficiale che sottolinea la gravità del momento e la necessità di tutelare l’incolumità pubblica. «L’impegno prioritario per la nostra organizzazione resta la sicurezza di tutti i partecipanti e dei tifosi», recita il comunicato dell’Afc diffuso attraverso i canali ufficiali. «Stiamo monitorando attentamente l’evolversi della situazione geopolitica e annunceremo il nuovo calendario della Champions League a tempo debito, non appena le condizioni torneranno a essere stabili e sicure», ha aggiunto l’organo di governo del calcio asiatico, confermando che al momento non esistono margini per una ripresa immediata delle ostilità sportive nell’area del Golfo. Il calcio arabo, dopo mesi di investimenti faraonici e crescita esponenziale, si trova ora costretto a un brusco stop, con i suoi protagonisti d’élite — da Mancini a Inzaghi, passando per Benzema e Ronaldo — chiamati a fare i conti con una realtà che va ben oltre il rettangolo verde.

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