Nella serata di oggi, il rettangolo verde del Franchi ha restituito l’immagine di una Fiorentina contratta e priva di smalto, capace di ottenere soltanto un pareggio a reti inviolate contro un Parma solido e meglio organizzato. Lo 0-0 finale, se da un lato permette al sodalizio viola di scavalcare virtualmente la Cremonese — complice la sconfitta dei grigiorossi a Lecce — dall’altro non placa l’ira della tifoseria di casa, che ha accompagnato l’uscita dei giocatori con fischi sonori e contestazioni. Il “sodalizio” gigliato abbandona il terzultimo posto, ma la congiuntura tecnica resta critica: la salvezza passerà inevitabilmente dallo scontro diretto di lunedì prossimo proprio contro la compagine lombarda.
La metamorfosi di Vanoli e l’emergenza offensiva
Privo di Moise Kean, rimasto ai box per i postumi di una contusione alla tibia rimediata a Udine, il tecnico Paolo Vanoli ha optato per un ritorno alla difesa a quattro nel tentativo di dare maggiore stabilità dopo i tre gol incassati in Friuli. L’inserimento di Ndour a metà campo al posto di Brescianini non ha però sortito gli effetti sperati: la manovra della Viola è apparsa lenta, prevedibile e quasi esclusivamente incentrata su cross orizzontali per la testa di Piccoli, sistematicamente disinnescati dalla retroguardia emiliana. Dall’altra parte, il tecnico del Parma Cuesta, nonostante le assenze di Valenti, Britschi e Bernabé, ha schierato un 3-5-2 elastico che in fase di non possesso si trasformava in un impenetrabile 5-3-1, togliendo ogni punto di riferimento agli attaccanti toscani.
I fischi del Franchi e la reazione sterile della ripresa
Il primo tempo, povero di sussulti ad eccezione di un fendente di Keita finito di poco a lato, si è chiuso tra le proteste dei sostenitori viola. Nella ripresa, la Fiorentina ha tentato di cambiare passo grazie alle iniziative di Fagioli, che ha sprecato una ghiotta occasione calciando addosso a Corvi dopo una bella combinazione con Mandragora. Nonostante gli ingressi di Fabbian, Fazzini e Brescianini, la produzione offensiva della Viola è rimasta sterile, priva di quella cattiveria agonistica necessaria per scardinare l’impasse. Nel finale, un brivido ha percorso la schiena dei tifosi toscani quando un errore di Dodo ha liberato Oristanio, costringendo il brasiliano al fallo tattico e all’ammonizione per sventare una potenziale catastrofe sportiva.
Prospettive salvezza: il lunedì di passione contro la Cremonese
Il triplice fischio sancisce un piccolo passo avanti in classifica, ma la strada verso la permanenza in Serie A rimane una salita impervia. Il Parma di Cuesta, dodicesimo con 33 punti, blinda virtualmente la propria salvezza con una prova di ordine e disciplina, mentre per la Fiorentina il punto guadagnato è solo un palliativo in attesa della “battaglia” del prossimo turno. Senza idee chiare e con un attacco anemico, l’ombra della retrocessione continua a stagliarsi su Firenze; lunedì prossimo, contro la Cremonese, non saranno ammessi altri passi falsi se si vorrà evitare una crisi d’identità definitiva.


