Nella cornice elettrica del Mapei Stadium, il posticipo pomeridiano del 15 marzo 2026 ha sancito la supremazia territoriale del Bologna, capace di imporsi per 0-1 in un derby emiliano dai toni agonistici elevatissimi. La marcatura fulminea di Dallinga, giunta nelle battute iniziali della contesa, ha permesso agli uomini di Vincenzo Italiano di scavalcare i rivali neroverdi in classifica, alimentando concretamente le ambizioni di un piazzamento nelle prossime competizioni continentali. Un successo di misura, sofferto nel finale a causa di un’inconsueta congiuntura legata agli infortuni, che certifica la solidità tattica del progetto rossoblù.
Lampo Dallinga e dominio rossoblù
L’approccio alla gara della compagine felsinea è stato magistrale, finalizzato a scardinare immediatamente l’assetto difensivo predisposto da Fabio Grosso. Al 5′, sugli sviluppi di una conclusione respinta di Odgaard, il centravanti olandese Dallinga si è avventato sulla sfera con una girata fulminea, trafiggendo Muric e interrompendo il proprio digiuno realizzativo. Il Sassuolo ha tentato un’immediata reazione con Pinamonti, la cui conclusione ravvicinata è stata neutralizzata da un monumentale Skorupski, ma per gran parte della prima frazione è stato il sodalizio rossoblù a dettare i ritmi, sfiorando il raddoppio a più riprese con le fiammate di un ispirato Orsolini.
La gestione di Grosso e l’impasse neroverde
Nella ripresa, il tecnico dei padroni di casa ha provato a invertire l’inerzia del match attraverso una serie di innesti offensivi, inserendo Nzola e Volpato per aumentare il peso specifico nell’area avversaria. Tuttavia, la manovra del Sassuolo è apparsa spesso farraginosa, penalizzata dalle imprecisioni di un Laurienté apparso in serata negativa e capace di sprecare diverse ripartenze potenzialmente letali. La solidità del pacchetto arretrato bolognese, guidato da una prestazione magistrale di Vitik — autore di una scivolata provvidenziale su Berardi — ha eretto un muro invalicabile dinanzi ai tentativi, spesso velleitari, della compagine neroverde.
Epilogo tra i veleni: Skorupski e il rebus portiere
Il finale di gara è stato caratterizzato da una impasse tecnica che ha tenuto con il fiato sospeso i sostenitori ospiti. All’87′, dopo aver esaurito tutti i cambi a disposizione, l’estremo difensore Skorupski è rimasto vittima di un infortunio muscolare dopo un appoggio errato. Nonostante il dolore evidente, il portiere polacco è stato costretto a stringere i denti e rimanere tra i pali per un maxi-recupero di oltre sette minuti, poiché Italiano non disponeva di ulteriori slot per la sostituzione. Il Sassuolo non è riuscito a capitalizzare la precaria condizione fisica dell’avversario, con il match che si è trascinato fino al triplice fischio tra i richiami dell’arbitro Bonacina e le ammonizioni nervose di Nzola e Zortea.
«Abbiamo dimostrato una tempra eccezionale, soffrendo come collettivo in un momento di estrema emergenza», filtrerebbe dagli spogliatoi rossoblù a commento di una vittoria che vale doppio. Per la Roma e le altre pretendenti alla zona Champions, il Bologna di Italiano si conferma un cliente scomodo, capace di unire estetica e cinismo in un summit stagionale che potrebbe rivelarsi decisivo per le gerarchie dell’alta classifica.


