Il mondo dello sport è in lutto per la scomparsa di uno degli attaccanti più iconici della storia italiana, spentosi a Bergamo dopo una lunga malattia. Soprannominato “Mister due Miliardi” per il suo storico e allora scandaloso passaggio dal Bologna al Napoli nel 1975 — prima operazione miliardaria del calcio mondiale — Savoldi ha segnato un’epoca, collezionando 168 reti in 405 presenze in Serie A, dato che lo colloca stabilmente nella top ten dei marcatori all-time del massimo campionato.
L’annuncio del decesso è arrivato tramite i canali social del figlio Gianluca, ex calciatore e allenatore, che ha voluto ringraziare il personale medico del Papa Giovanni XXIII per l’assistenza prestata nelle ultime ore. Cresciuto nell’Atalanta, Savoldi ha vissuto l’apice della carriera con la maglia del Bologna, club con cui ha conquistato due Coppe Italia e il titolo di Capocannoniere nella stagione 1972-73. In azzurro, con il Napoli, ha totalizzato 77 gol in quattro stagioni, fungendo da pilastro offensivo nell’era pre-Maradona e confermandosi uno specialista assoluto dei colpi di testa e del senso della posizione.
«Mio padre è volato in un’altra dimensione, lasciandoci custodi dei valori e dell’amore che hanno sempre contraddistinto il suo percorso terreno», ha dichiarato Gianluca Savoldi, sottolineando il legame viscerale dell’attaccante con la sua terra d’origine e con i club che ha rappresentato. Nonostante una carriera segnata nel finale dalla squalifica per il caso Totonero, il “Beppe Nazionale” (4 presenze e 1 gol in Azzurro) è tornato in campo nel 1982 per chiudere il cerchio proprio con l’Atalanta, prima di intraprendere una carriera da tecnico nelle serie minori, culminata con la promozione del Saronno in C1.


