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Futuro FIGC: i nomi e gli scenari per la nuova guida

Giovani, leadership e visione: tra candidati storici e nuove figure emergenti, ecco come il panorama calcistico italiano sta tracciando la strada per il futuro della FIGC e cercando di costruire un progetto credibile per rilanciare il movimento.

Benedetta Pelusi
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Dopo il fallimento nella corsa alla qualificazione ai Mondiali 2026, la Federazione Italiana attraversa uno dei momenti più critici della sua storia recente. Una crisi profonda che ha innescato un effetto domino ai vertici: alle dimissioni del presidente Gabriele Gravina sono seguite quelle di Gianluigi Buffon, nelle ultime ore, anche l’addio del commissario tecnico Gennaro Gattuso. Un momento di rottura che ha rimesso tutto in discussione, riaccendendo il confronto sul futuro della FIGC: dal panorama calcistico italiano sono arrivate diverse prese di posizione, con una richiesta sempre più chiara di rinnovamento, nuove idee e un progetto credibile per rilanciare il movimento.

Ripartire dai giovani: il piano per rilanciare il calcio italiano

È ormai chiaro: per invertire la rotta del nostro calcio serve una rivoluzione strutturale, non più rimandabile. Nei top campionati europei si è già capito da tempo: bisogna investire sui giovani. È il modello adottato con continuità in Spagna, Germania e Inghilterra, dove la valorizzazione dei talenti rappresenta un pilastro fondamentale del sistema. Proprio questa differenza di visione spinge sempre più prospetti italiani a cercare opportunità all’estero. Non è un caso che alcuni dei talenti più seguiti del panorama giovanile giochino oggi nelle accademie di club come Borussia Dortmund, Bayer Leverkusen e Bayer Monaco: Filippo Manè, Samuele Inácio e Luca Reggiani in gallonero, Andrea Natali nel Leverkusen e Manuel Pisano nel club bavarese. Sono gli stessi giocatori che in Italia non hanno trovato spazio né fiducia sufficienti per intraprendere un percorso di crescita adeguato, sviluppo che invece stanno riuscendo a portare avanti con stabilità in contesti stranieri.

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FIGC, la partita per la presidenza è aperta: i candidati principali

Gabriele Gravina ha rassegnato le dimissioni da presidente della FIGC durante il vertice con le componenti federali. Le elezioni per scegliere le nuove cariche sono state fissate per il 22 giugno. Sono molti i nomi in corsa per provare a dare una svolta al calcio italiano, ancora alla ricerca di stabilità e di una direzione chiara. Tra i profili più considerati c’è l’ex presidente del CONI, Giovanni Malagò, che, fresco del trionfo alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, è anche il candidato più sostenuto dalla Serie A. Sul piano degli equilibri politici, Giancarlo Abete resta una figura di riferimento nell’area vicina a Gabriele Gravina, mentre il peso di Matteo Marini alla guida della serie C potrebbe incidere non poco nella distribuzione dei consensi e nella costruzione di eventuali maggioranze. In parallelo, si fa strada anche una linea alternativa, sostenuta da una parte del mondo del calcio, che guarda con sempre maggiore attenzione a Paolo Maldini, indicato come un profilo capace di garantire autorevolezza, visione e un forte senso di identità per il settore. L’ex capitano del Milan viene infatti visto come l’uomo giusto per riportare il movimento italiano in alto, grazie a un mix di carisma, esperienza internazionale e senso di appartenenza. Un’idea che circola da tempo e che trova riscontro anche nelle parole di chi lo conosce bene: Ambrosini ha condiviso fin da subito questa prospettiva, mentre Bergomi, intervenendo direttamente in diretta su Sky, ha rilanciato apertamente la candidatura, contribuendo ad accendere ulteriormente il dibattito attorno a una possibile figura di riferimento per il futuro del calcio italiano.

Il percorso verso la nuova presidenza della FIGC è appena iniziato, e ogni mossa sarà determinante: dal sostegno dei club alle scelte dei candidati, il rilancio del calcio italiano passa ora da decisioni concrete e da una visione chiara del futuro.

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