Le squadre di Grosso e D’Aversa si incontreranno stasera alle 20:45 allo stadio Olimpico Grande Torino. Da una parte il Sassuolo, reduce da tre risultati utili consecutivi che hanno sempre portato punti, dall’altra un Torino in evidente crisi d’identità, che non trova i tre punti da tre giornate. il posticipo di stasera sarà fondamentale per verificare se qualcosa cambierà.
Berardi e la fluidità di Grosso
Il Sassuolo ha imparato a gestire il possesso con una verticalità sconosciuta fino a pochi mesi fa. Il segreto sta nell’occupazione degli spazi: i neroverdi giocano di prima, muovendo la palla rapidamente per mettere in difficoltà le linee avversarie e sfruttare i corridoi intermedi. L’elemento cardinale è Domenico Berardi, non è più solo il finalizzatore, ma il vero regolatore del ritmo offensivo. Berardi agisce da playmaker aggiunto, pulisce i palloni sporchi, cerca il raddoppio e libera lo spazio per gli inserimenti. La proposta tattica del Sassuolo può far male a qualsiasi avversario, Milan compreso, che nell’ultimo turno ha sofferto molto la qualità del palleggio neroverde.
Torino: l’ombra di D’Aversa e la centralità di Vlasic
In casa granata il clima è opposto. Il Torino appare bloccato da una manovra spesso prevedibile e da una fase difensiva che nelle ultime giornate ha mostrato crepe, sopratutto nelle letture centrali. L’incertezza sulla posizione di D’Aversa sembra aver tolto sicurezza alla squadra. Per invertire la rotta, il Torino deve aggrapparsi alla qualità dei singoli giocatori. In un sistema che tende a spegnersi, Vlasic è capace di dare imprevedibilità tra le linee. Il suo compito stasera sarà quello di : abbassarsi per aiutare la manovra e trovare la giocata risolutiva per innescare il colpo, cercando di velocizzare il giro palla che ultimamente è risultato troppo lento.
Analisi finale: tra conferme e voglia di riscatto
La sfida di stasera è un test di maturità per entrambi. Se il sassuolo dovesse confermare la capacità di imporre il proprio ritmo anche in trasferta, certificherebbe la qualità del lavoro tattico di Grosso. Per il Torino è una prova per dimostrare che la squadra può ancora dare tanto, nonostante i limiti tecnici emersi nelle ultime giornate.


