Il Mondiale è terminato, oltre alle novità e alle polemiche ha lasciato un momento carico di significato. Il destino ha voluto che ci fosse il passaggio di consegne tra Messi, al suo ultimo ballo, e Yamal, al suo primo capitolo. Una finale che però non si è conclusa nell’arco dei 120 minuti, protraendosi anche fuori dal campo arrivando ad essere oggetto di discussione nelle nostre case. La finale del Mondiale rimarrà per sempre tra gli eventi sportivi più spettacolari, questa partita però, non è stata memorabile tanto per ciò che si è visto in campo, con l’Argentina che ha provato fin da subito e nel secondo tempo con l’ingresso di Paredes, ad innervosire gli avversari, cercando di ostacolare il marchio di fabbrica degli spagnoli, il tiki-taka.
Posta altissima: non c’era solo la coppa in palio
Gli elementi esterni invece, hanno alimentato ancora di più la curiosità attorno a questa partita. Possiamo spaziare da quelli più romantici come i già citati Messi e Yamal rispettivamente al loro ultimo e primo mondiale, fino ad arrivare a quelli più scherzosi come la promessa del terzino sinistro spagnolo, “Cucurella”. Molti potrebbero pensare ad una rasatura a zero dei capelli. Il nuovo acquisto del Real Madrid invece, prima della finale ha dichiarato che in caso di vincita del trofeo si sarebbe tatuato in una parte ben visibile il volto del suo CT, aggiungendo anche che avrebbe lasciato la nazionale. Possiamo spostarci poi a motivi più seri come le reazioni ai calciatori nell’essere premiati da Trump. Alcuni giocatori hanno rifiutato la stretta di mano, fra tutti il più netto è stato sicuramente l’attaccante spagnolo “Borja Iglesias. Il calciatore del Celta Vigo prima della finale ha rilasciato un’intervista ironizzando sulle idee differenti fra i due.
Paredes, l’uomo dai due volti: dall’intervento diventato un quadro alla bufera social
Paredes, oggi al Boca Juniors, nonostante sia partito dalla panchina nella finale, è stato uno dei condottieri dell’Argentina fino alla finale. “Stile old-school”, con la sua maglietta dentro in pantaloncini ma con la sua “garra” e le sue preziosissime geometrie si è preso il centrocampo dell’Albiceleste. Il momento più alto del suo mondiale è sicuramente quello contro l’Egitto. Al minuto 91, sul punteggio di 2-2 Paredes con una calma serafica con una scivolata ferma un tre contro uno. Un minuto più tardi arriverà il goal di Enzo Fernandez per spedire l’Argentina ai quarti. Oltre all’essere diventato un quadro, quest’intervento è diventato anche un tatuaggio. Un tifoso ha deciso di imprimersi sulla pelle uno dei momenti con più adrenalina del percorso argentino e dell’intero Mondiale.
Il confine sottile tra garra ed eccesso
Il suo punto più basso purtroppo coincide con la partita più importante. Entrato a inizio secondo tempo oltre a non aver dato un apporto alla squadra al minuto 52 ha ricevuto un’ammonizione e per tutta la partita ha rischiato di ricevere un secondo giallo, sorte che è toccata ad Enzo Fernandez, suo compagno di squadra e reparto. Il momento più discusso però è successo a fine partita. Le immagini inquadrano Paredes prima si è avventato contro il difensore spagnolo “Eric Garcia” successivamente contro il centrocampista “Gavi”. Quest’ultimo ha spiegato successivamente che la discussione è nata da una battuta legata alle presunte chiamate dell’Argentina alla FIFA e ad Infantino. Il gesto ha fatto velocemente il giro del web, il giocatore ha inizialmente disattivato i commenti sui social per poi riaprirli, anche la madre è intervenuta sostenendolo dicendo che la gente vede solo quello che vuole vedere.