Il calcio ricorda gli eroi, ma non dimentica gli arbitri: Taylor lascia il calcio

Tra finali europee, decisioni contestate, elogi e un ritiro anticipato: la storia dell'arbitro che ha fatto discutere un'intera generazione

Alessandro Leppe
6 Min Read

Attraverso una nota ufficiale diffusa dalla federazione inglese è arrivata una notizia che molti appassionati di calcio aspettavano da tempo. L’arbitro inglese Anthony Taylor ha annunciato il suo ritiro da arbitro. La sua storia con il fischietto parte da giovanissimo, nei campionati locali inglesi, arrivando al debutto in Premier League, arbitrando nel 2010 un Fulham-Portsmouth terminata 1-0. Per il debutto internazionale invece, bisogna aspettare il 2013 con la partita valida per il terzo turno preliminare di Europa League, terminata anch’essa per il risultato di 1-0. Nessuno avrebbe immaginato che a sud della Polonia, a Breslavia, sarebbe iniziata una delle carriere arbitrali più discusse degli ultimi anni.

Quando il calcio ha applaudito Anthony Taylor

Il lato meno raccontato dell’arbitro di Manchester è sicuramente quello dell’Europeo 2020, (giocato nel 2021 causa restrizioni covid-19), durante la partita tra Danimarca e Finlandia ci fu un incidente che scosse tutto il mondo. Al minuto 43 il centrocampista danese Christian Eriksen fu colpito da un malore. L’arbitro Taylor si dimostrò impeccabile nella gestione della situazione. Si rese subito conto del pericolo, fermando prontamente il gioco e coordinando i soccorsi. Finito il brutto spavento si contraddistinse per l’empatia permettendo alla Danimarca di prendere tutto il tempo necessario per la ripresa della partita. La partita poi finì 0-1 ma di quel giorno nessuno si ricorda realmente il risultato. Eriksen, ai tempi in Italia, non poté tornare a giocare a causa dell’ICD (defibrillatore cardioverter impiantabile). Fu costretto a cambiare nazione, questo perché in Italia si ha una linea più prudente, evidenziando come esistano filosofie diverse anche sulla tutela degli atleti.

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Le notti europee che hanno segnato Taylor

Taylor nella sua carriera si è reso protagonista di decisioni molto controverse. Il primo pensiero quando si pensa al fischietto inglese va sicuramente alla finale del 31 maggio 2023 tra Siviglia e Roma. Questa partita è rimasta impressa nella memoria di tutti, non solo dei tifosi romanisti. Nel corso della partita ci furono dubbi legati a cartellini non dati, rigori non assegnati e una gestione arbitrale giudicata da molti insufficiente. Un altro dato curioso sulla gestione arbitrale è il fatto che, prima di arrivare ai rigori siano serviti 146 minuti complessivi, diventando cosi, la finale europea più lunga di sempre. Nonostante questa prestazione l’anno dopo fu incaricato per dirigere Spagna-Germania degli Europei 2024. In questo quarto di finale (terminato 2-1 dopo i tempi supplementari) gli episodi finiti sotto la lente d’ingrandimento furono due, uno per squadra. Sul punteggio di 1-1 durante i tempi supplementari Cucurella intercetta con il braccio largo un tiro a botta sicura di Musiala dentro l’area di rigore. L’altro episodio riguarda Toni Kross, il centrocampista tedesco si è reso protagonista di due brutti falli, uno su Pedri (costretto al cambio) e uno su Yamal senza ricevere nessun cartellino.

Anche in Inghilterra, quel fischietto fa rumore

Anche in patria l’arbitro non è visto di buon occhio, non a caso la partita di Premier League con più cartellini della storia era diretta proprio da Taylor dove nella partita del 2024 fra Bournemounth e Chelsea finita 0-1 estrasse 14 cartellini gialli in 90 minuti, senza un’espulsione diretta o una doppia ammonizione. Battendo il record di 13 di un Tottenham-Sheffield United 2-1 del 2023 e del celebre Chelsea-Tottenham del maggio 2016, passata alla storia come “The battle of the Bridge”.

Tra fiducia e polemiche: perché Anthony Taylor è rimasto ai vertici

Molti episodi contestati, sia in patria sia in Europa. Nei mesi successivi alla partita Spagna-Germania la stessa commissione arbitrale Uefa riconobbe l’errore del non assegnare il rigore. Dopo Bournemounth-Chelsea invece, Taylor venne declassato a quarto uomo nel turno successivo. Per i vertici arbitrali inglesi (PGMOL) quella prestazione era da considerare “molto negativa”. La domanda che i tifosi si fanno è:“Perché Taylor continua a ricevere incarichi importanti?”. La risposta sta nella discrepanza di percezione fra tifoso e designatore. L’opinione pubblica spesso si basa su un singolo episodio o sul risultato, le commissioni Uefa invece, valutano l’arco di tutta la partita. Un altro elemento importante è quello del fatto che la Premier League sia il campionato economicamente e più influente al mondo. Si ha bisogno di arbitri britannici di rilievo per le fasi finali dei tornei. Avendo Taylor superato i test fisici e teorici al massimo dei voti per oltre un decennio è stata la primissima scelta dell’intero movimento inglese.

La pressione del fischietto: perché Taylor ha detto basta

La motivazione principale che ha portato Taylor a lasciare ciò che lo ha accompagnato per una vita è legata alle pressioni e al giudizio costante. Nonostante riconosca che sia stato un privilegio straordinario essere stato nei campi mondiali più importanti al mondo lo sforzo mentale e fisico era diventato insostenibile. Con il suo ritiro Taylor lascerà spazio a una nuova generazione di arbitri. La sua nota si conclude con un ringraziamento alla sua famiglia per esserle stato accanto, supportandolo e credendo in lui anche quando era sotto le tempeste mediatiche, elogiando infine, la sua squadra, gli assistenti di una vita.

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