Con l’annuncio di Giovanni Malagò durante il consiglio federale termina la lunga ricerca del nuovo Commissario Tecnico della Nazionale, Roberto Mancini è il nome prescelto dall’ex numero uno del CONI. Si tratta di un ritorno in azzurro per l’ex allenatore dell’Inter, che lasciò la nazionale nel 2023 con un europeo vinto, il mondiale 2022 mancato e tante polemiche legate al suo addio e al conseguente passaggio sulla panchina dell’ Arabia Saudita. Il nuovo direttore tecnico, dopo le dimissioni di Maldini e Leonardo, sarà Claudio Ranieri. Per lui la prima volta in azzurro, dopo il rifiuto di qualche mese fa per mantenere fede al suo impegno nella Roma.
Mancini tra certezze e dubbi
Dopo le dimissioni di Maldini e Leonardo che avevano portato con sé molte polemiche legate alla mancata autonomia decisionale e alla figura di Pirlo non accettata da tutte le parti in causa, la FIGC si riaffida a Roberto Mancini. Il curriculum dell’ex tecnico del Manchester City è di primissimo livello con 3 scudetti,2 Coppe Italia e 3 Supercoppe vinte con l’Inter e un Campionato e una Coppa di Lega Inglese vinta con il Manchester City. Tra gli allenatori presenti sul mercato, Mancini è uno dei migliori per ricostruire una nazionale e un movimento calcistico in forte difficoltà. Dopo la mancata qualificazione a Russia 2018, con l’ex Inter in panchina l’Italia ha fatto il record di 37 risultati utili consecutivi tra il 2018 e il 2021, includendo l’europeo 2021 che ha riportato gli azzurri sul tetto d’Europa dopo 53 anni. I dubbi legati alla sua figura nascono dal comportamento avuto quando ha terminato la sua prima avventura in azzurro per iniziare subito dopo quella con la federazione araba, che è stato considerato dalla maggior parte degli appassionati irrispettoso verso una maglia che è diversa e che pesa molto più di quella di un club. Negli anni successivi l’allenatore non ha mai nascosto l’amore per la nazionale e il pentimento per la decisione presa ma il suo atteggiamento rimane e riconquistare la fiducia dei tifosi italiani sarà difficile.
Malagò affida la panchina più pesante del momento ad un allenatore esperto ma che dovrà dimostrare di essere in grado di reggere la pressione e guidare il nuovo corso della FIGC, sperando di riportare l’Italia in alto.