La vittoria di Bodø ha restituito ossigeno e un frammento di entusiasmo, ma non ha cambiato la realtà del campionato: la Juventus deve ripartire. La squadra di Luciano Spalletti si presenta al tredicesimo turno da settima forza della Serie A, rallentata da una striscia di pareggi che ha frenato ogni slancio. I due segni X contro Torino e Fiorentina hanno impedito di avvicinarsi al quarto posto, mentre davanti le rivali hanno iniziato ad accelerare. E c’è un dato allarmante che non aiuta: dopo le gare di Champions, i bianconeri in questa stagione non hanno mai ottenuto i tre punti.
Una classifica che si complica: la Juve resta settima anche in caso di vittoria
Il cammino in campionato con Spalletti conta una sola vittoria, quella all’esordio sul campo della Cremonese, seguita da due pareggi che hanno lasciato più dubbi che slancio. La Juventus è scesa al settimo posto e lì rimarrà comunque, anche battendo il Cagliari, per effetto dei risultati già maturati negli anticipi. Il Como ha vinto nettamente contro il Sassuolo, mentre Bologna e Inter, entrambe a quota 24, sono irraggiungibili. Il margine sul quarto posto oscilla, ma la sensazione è chiara: perdere altro terreno ora sarebbe un errore enorme.
La classifica di Serie A
Cagliari, un’occasione da non fallire per restare agganciati al treno Champions
La sfida dello Stadium è una di quelle gare che definiscono il cammino di una stagione. Il Cagliari non vince da settembre e arriva a Torino con quattro pareggi e quattro sconfitte nelle ultime giornate. È una partita da vincere, senza discussioni.Una mancata vittoria rischierebbe di complicare ulteriormente la corsa Champions e di esporre la Juventus al sorpasso immediato della Lazio, impegnata a San Siro contro il Milan. Al contrario, i risultati delle rivali possono trasformarsi in un’opportunità preziosa: Roma e Napoli si sfidano all’Olimpico e una delle due lascerà punti per strada.
La Partita
Un dicembre da brividi: Napoli, Bologna, Roma e una chiusura insidiosa
Dopo il Cagliari il percorso dei bianconeri diventa una salita lunga un mese. Il 7 dicembre la Juventus volerà al Maradona per affrontare il Napoli di Conte, una sfida che si porta dietro inevitabili emozioni e una posta altissima. Il 14 dicembre arriva un’altra trasferta impegnativa, al Dall’Ara, contro un Bologna esplosivo e consapevole del proprio valore. Cinque giorni dopo, allo Stadium, faranno visita i primi della classe: la Roma di Gasperini, attuale capolista. Il 2025 bianconero si chiuderà il 27 dicembre in trasferta sul campo del Pisa, avversario molto più ostico di quanto dica la classifica.

Il fattore Champions che ancora pesa: dopo l’Europa la Juve non ingrana mai
Il problema ricorrente emerge analizzando i numeri. Ogni partita di campionato successiva a un turno di Champions ha portato in dote solo tre punti complessivi in quattro gare, frutto di tre pareggi e una sconfitta. Dopo il 4-4 con il Borussia Dortmund è arrivato l’1-1 a Verona, tra proteste e polemiche. Il pareggio di Villarreal è stato seguito dallo 0-0 sofferto con il Milan. A fine ottobre, dopo la sconfitta al Bernabeu, è arrivato il ko contro la Lazio, episodio che ha chiuso l’esperienza di Tudor. È un trend che la Juventus deve invertire subito, perché il margine di errore si è ridotto al minimo e il calendario non farà sconti.



