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Verona ancora a picco: Zanetti ora è davvero in bilico

Redazione
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La sesta sconfitta in tredici giornate lascia l’Hellas ultimo e senza vittorie. La società valuta il futuro della panchina: il tecnico si dice “a disposizione”.

L’Hellas Verona è precipitato all’ultimo posto della Serie A dopo l’ennesima sconfitta, arrivata sabato al Ferraris contro il Genoa, e la domanda che attraversa il club è semplice quanto inevitabile: che ne sarà di Paolo Zanetti? La risposta, almeno per ora, resta sospesa, mentre nell’ambiente filtra la sensazione di un ciclo arrivato pericolosamente al limite.

Un’altra occasione sprecata

Nel pomeriggio del Ferraris il Verona aveva persino assaporato l’illusione di una svolta. La squadra era riuscita a sbloccare il match grazie alla giocata ravvicinata di Belghali, un lampo che aveva acceso per qualche minuto l’ottimismo dei gialloblù. Poi, però, tutto è tornato a scorrere nel solito binario. Il Genoa ha pareggiato con Colombo, ha alzato i ritmi nella ripresa e ha finito per imporsi 2-1, ribaltando un copione purtroppo conosciuto dall’inizio del campionato. È la sesta sconfitta nelle prime tredici giornate e il dato più impietoso resta quello che pesa come un macigno: nessuna vittoria in campionato, ultimo posto in classifica, fiducia ridotta ai minimi termini.

L’aria che si respira in società

Quando una squadra non riesce mai a vincere, il destino dell’allenatore diventa inevitabilmente materia di discussione. E a Verona, come confermato da ambienti vicini al club, sono in corso valutazioni concrete sulla guida tecnica. Zanetti, arrivato poco più di un anno fa, rischia davvero di vedere interrotto il suo percorso dopo il ko del Ferraris. Il club non commenta ufficialmente, ma la riflessione è aperta e il profilo del tecnico non appare più così saldo.

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Le ipotesi per il dopo Zanetti

In caso di svolta, il Verona avrebbe già individuato due strade percorribili. La prima porta a Massimo Donati, reduce dall’esonero con la Sampdoria e libero di tornare subito in panchina grazie alla norma che consente ai tecnici allontanati prima del 20 dicembre di subentrare in un altro club nella stessa stagione. Ex centrocampista di Atalanta e Milan, Donati ha vestito anche la maglia dell’Hellas: un passato che renderebbe il suo nome immediatamente spendibile.

L’alternativa è Paolo Sammarco, oggi alla guida della Primavera gialloblù. Ex giocatore del Chievo, conosce l’ambiente e rappresenterebbe una promozione interna, soluzione che la società tiene in considerazione. Con l’eliminazione dalla Coppa Italia e una settimana “libera” da impegni, il Verona ha una finestra ideale per valutare e, qualora lo decidesse, cambiare guida tecnica in vista della sfida di sabato contro l’Atalanta.

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Le parole di Zanetti: tra orgoglio e realismo

Dopo il match, mentre la dirigenza sceglieva di non esporsi, è stato Zanetti a prendersi la scena con dichiarazioni che raccontano bene il momento. Con toni misurati, quasi rassegnati, il tecnico ha spiegato di non aver parlato con nessuno del club: «So come funziona il calcio, sono a disposizione. La società farà le sue valutazioni. Io cammino a testa alta e posso solo chiedere scusa», ha ammesso. Un pensiero che lascia intendere consapevolezza e lucidità, come se il tecnico sentisse il terreno muoversi sotto i piedi.

Uno scenario ancora incerto

Alla domanda se sarà lui a guidare il Verona nella prossima partita, Zanetti non si è nascosto: «Non lo so. Se mi verrà chiesto, sarò pronto. Sono già stato in bilico altre volte e ne sono uscito, continuerò a fare il massimo». Poi un’ultima frase, quasi da tifoso più che da allenatore: «Se la società deciderà diversamente, sarò il primo a sostenere l’Hellas dal divano». Oggi resta soltanto l’attesa. La società riflette, la squadra fatica, il calendario non concede tregua. E il futuro di Paolo Zanetti, ancora una volta, è appeso a un filo sempre più sottile.

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