A volte servono pazienza, lucidità e un fuoriclasse che rompa l’equilibrio. L’Inter che lascia Pisa con un 0-2 fondamentale non è quella scintillante vista nei momenti migliori della stagione, ma è una squadra che, pur soffrendo, sa aspettare il proprio leader. E quando la partita sembrava destinata a un interminabile braccio di ferro, è arrivato Lautaro Martinez a ribaltare la notte toscana. Due stoccate, entrambe decisive, che spingono i nerazzurri a 27 punti, appena uno in meno del Milan capolista.
La sfida, però, ha raccontato molto più delle due firme del capitano. Per oltre un’ora, l’Inter ha faticato a trovare varchi, imbrigliata da un Pisa organizzato, coraggioso, capace di ribattere colpo su colpo. L’ordine dei toscani ha sorpreso Chivu, costringendo i nerazzurri a una costruzione spesso lenta, mai davvero incisiva, con Sommer spettatore vigile ma non inattivo.
Un primo tempo bloccato tra studio e tensione
L’avvio non ha regalato il guizzo che molti si aspettavano. L’Inter, con un centrocampo rinnovato dal rientro di Sucic e dalla conferma di Calhanoglu e Barella, ha provato a prendere il comando del gioco, senza però mai trasmettere la sensazione di poter affondare. Il colpo di testa largo di Lautaro alla mezz’ora è stato più un lampo che un reale campanello d’allarme per Scuffet, chiamato a sostituire all’ultimo l’indisponibile Semper.
Il Pisa ha risposto con una fiammata di Piccinini, una conclusione sporca ma sufficiente a far capire che la squadra di Gilardino non aveva alcuna intenzione di limitarsi a difendere. Il pareggio all’intervallo ha fotografato un primo atto equilibrato, privo di occasioni nitide ma ricco di tensione.
Chivu cambia volto alla squadra e trova la chiave
La ripresa si apre con un’Inter più convinta, ma ancora poco concreta. Chivu inserisce Zielinski per aumentare la qualità tra le linee, poi si gioca la carta decisiva: al 67’, fuori Thuram, dentro Pio Esposito, il classe 2005 che ha già imparato a non sprecare i minuti che gli vengono concessi.
È la svolta della partita. Due minuti dopo il suo ingresso, Esposito scappa sulla sinistra, disegna un cross tagliente e trova Lautaro in anticipo secco: destro immediato, pallone sotto la traversa, Inter avanti. È il colpo che spezza la resistenza di un Pisa stremato e costretto a sbilanciarsi.
Il sigillo del capitano chiude la notte nerazzurra
All’83’, con i toscani proiettati in avanti, l’Inter colpisce di nuovo. Barella, in una delle sue sortite più efficaci, mette dentro un pallone teso che attraversa l’area piccola. Ancora Lautaro, ancora un movimento perfetto: deviazione rapida, chirurgica, il raddoppio che mette il punto esclamativo sulla serata e porta a casa un successo tanto pesante quanto sofferto.
Una classifica che cambia volto
I tre punti conquistati al “Garibaldi” rilanciano con forza l’Inter nella corsa scudetto. Con il Milan avanti di una sola lunghezza e la sfida tra Roma e Napoli pronta a ridisegnare gli equilibri del vertice, la squadra di Chivu ha dato un segnale di maturità: anche nei giorni meno brillanti, il talento individuale e la profondità della rosa restano armi determinanti. In attesa delle sfide serali, l’Inter sa di avere il suo trascinatore. E sa anche che, quando il cammino diventa più impervio, Lautaro Martinez è sempre pronto a indicare la strada.



