C’è una linea sottile, nel calcio di gennaio, tra l’opportunità e l’illusione. La Roma lo sa bene e per questo continua a muoversi senza rumore sul mercato, sondando profili che possono cambiare il volto dell’attacco senza forzature. Tra questi, Joshua Zirkzee resta un nome cerchiato in rosso. Non per suggestione, ma per contesto. All’Manchester United l’olandese vive una stagione a intermittenza. Incide quando entra, lascia tracce pesanti – come il gol al Wolverhampton e l’assist nell’ultima uscita – ma continua a non trovare continuità dall’inizio. Una condizione che a Trigoria viene seguita con attenzione, mentre Frederic Massara lavora sotto traccia per capire se e quando si aprirà uno spiraglio reale.

Una gestione che alimenta il dubbio
Nell’ultima trasferta di Premier League, Zirkzee parte ancora fuori. Scelta tecnica, spiegata con pragmatismo da Ruben Amorim prima del calcio d’inizio: mettere la squadra nelle condizioni migliori per vincere. Nessun riferimento diretto al mercato, nessuna apertura pubblica. Ma il campo racconta altro. Quando entra nella ripresa, l’ex Bologna cambia il ritmo offensivo dello United e serve l’assist per il pareggio, confermando una sensazione che accompagna la sua stagione inglese: non è un titolare fisso, ma è spesso decisivo. Un paradosso che la Roma osserva con interesse, soprattutto in un momento in cui l’attacco di Gian Piero Gasperini ha bisogno di alternative funzionali, non solo di nomi.

Le parole che pesano più dei silenzi
Nel dopopartita, Amorim è netto: Zirkzee deve restare concentrato sul Manchester United. Se pensi ad altro, qualcosa non va. Un messaggio chiaro, che però non cancella la concorrenza interna né la sensazione di un ruolo ancora da definire. Più morbido, invece, il punto di vista di Matheus Cunha, che ne esalta le qualità e la capacità di incidere anche entrando a gara in corso. Fiducia, sostegno, ma nessuna garanzia. Ed è proprio qui che si inserisce la Roma. Senza fretta, senza annunci. Il profilo di Zirkzee piace per duttilità, lettura degli spazi e capacità di legare il gioco, caratteristiche che si sposano con un sistema che chiede agli attaccanti di partecipare alla manovra e non solo di finalizzare.
Attesa strategica
Gennaio è ancora lungo e le dinamiche possono cambiare in fretta. La Roma lo sa e resta alla finestra, consapevole che certe operazioni maturano solo quando le gerarchie diventano definitive. Zirkzee, oggi, è in bilico: abbastanza importante da incidere, non abbastanza centrale da essere intoccabile. In questo equilibrio precario, la vera partita potrebbe giocarsi lontano dai riflettori.




