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Redazione
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Inter affamata, Bologna travolto: San Siro spinge i nerazzurri in vetta

Zielinski apre, Lautaro e Thuram chiudono: 3-1 netto e dominio totale nella notte di Milano

Match Report
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C’è una frase che circola nello spogliatoio nerazzurro e che racconta più di mille statistiche: “a famme nun tene suonno”. La fame non dorme. È un vecchio detto napoletano, riportato alla luce anni fa da Spalletti e oggi riattualizzato da un’Inter che torna in testa alla classifica con lo stesso spirito predatorio. Contro il Bologna finisce 3-1, ma il punteggio non restituisce fino in fondo la differenza vista in campo. A San Siro va in scena una prova di forza, tecnica e mentale. La squadra di Chivu riprende la vetta e guarda alle inseguitrici con l’aria di chi non ha alcuna intenzione di rallentare.

L’Inter di Chivu: dominio e identità

Non è solo una vittoria, è un manifesto. L’Inter costruisce, accelera, colpisce. Il controllo del centrocampo è totale, la pressione costante, la sensazione è che la partita sia sempre nelle mani dei nerazzurri. Cristian Chivu ottiene risposte pesanti dai suoi uomini chiave e, soprattutto, conferme da un’idea di calcio ormai riconoscibile: intensità, verticalità, occupazione feroce degli spazi. Il Bologna resta ai margini, incapace di prendere davvero in mano il pallone. L’unico vero argine al tracollo è Ravaglia, portiere che tiene in piedi i suoi con una serie di interventi che evitano un passivo ben più severo.

Zielinski, il centro che fa la differenza

Il primo squillo arriva poco prima dell’intervallo ed è la sintesi perfetta di ciò che chiede Chivu alla sua squadra. Azione rapida, palla che viaggia veloce tra le linee, qualità pura negli ultimi metri. Barella detta i tempi, Thuram rifinisce di tacco, Lautaro allarga con intelligenza. Il sinistro di Piotr Zielinski è secco, preciso, imparabile. È il gol che sblocca la gara e, simbolicamente, quello che certifica il ritorno pieno del polacco nel ruolo di mezzala decisiva. Controllo, lucidità, personalità: l’Inter ritrova il suo equilibrio passando dai suoi piedi.

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Lautaro e Thuram, coppia che non concede tregua

Nella ripresa la partita prende definitivamente la strada nerazzurra. Il raddoppio nasce da calcio d’angolo, terreno ormai diventato una specialità della casa. Calhanoglu disegna, Lautaro Martinez stacca e colpisce: quinto gol consecutivo, decimo in campionato. Numeri da leader, da capitano che trascina anche quando non è al massimo della brillantezza. Il terzo gol porta la firma di Marcus Thuram, ancora una volta su palla inattiva. Una deviazione sporca, ma pesantissima, che chiude i conti e certifica un dato che racconta molto del lavoro settimanale: l’Inter segna con continuità da fermo, segno di un’organizzazione affinata e di uno staff che ha trasformato i dettagli in un’arma.

Bologna in difficoltà, Italiano chiamato a reagire

Per il Bologna la serata è amara. Troppo passiva la gestione della gara, troppo evidente la sofferenza in mezzo al campo. Il gol nel finale di Castro serve solo a rendere meno severo il tabellino, non a cambiare il senso della partita. Italiano torna a casa con la consapevolezza di dover rimettere mano a una squadra apparsa fragile contro un’avversaria di questo livello.

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Segnali forti verso il vertice

L’Inter esce dal campo con tre certezze che pesano: la leadership totale di Lautaro, un Zielinski tornato centrale nel progetto e un Thuram di nuovo decisivo dopo le notti di Supercoppa. A questo si aggiunge una panchina che inizia a dare risposte e il debutto, seppur breve, del giovane Lavelli, segnale di una gestione che guarda anche al futuro. La classifica ora dice Inter davanti a tutti. Ma più del primato conta il modo in cui è arrivato. Fame, identità, continuità. La vetta non è un caso. E domenica prossima, contro il Napoli, sarà un altro esame di maturità per una squadra che sembra aver imparato a non dormire mai.

4 Gennaio 2026-20:45
Serie A | Giornata 18
Primo tempo: 1-0
Inter
3
Bologna
1
Tempi regolamentari
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