Non è solo una gara di metà stagione, ma un confronto che mette di fronte due identità ben definite e un passato che riaffiora, con Nemanja Matic pronto a tornare all’Olimpico da avversario dopo averne calcato il prato nelle notti europee più intense dell’Era Mourinho.
La ventesima giornata di Serie A propone quindi una sfida che si gioca tanto sul campo quanto nella testa degli allenatori. Gian Piero Gasperini e Fabio Grosso si affrontano con moduli chiari e principi riconoscibili, dando vita a una partita che promette ritmo alto, duelli continui e una lettura tattica in costante evoluzione.

La Roma di Gasperini: struttura a tre e ricerca costante dell’uomo libero
La Roma si dispone con il 3-4-2-1, un sistema che Gasperini utilizza per controllare gli spazi più che il pallone. Svilar è il primo regista basso, chiamato a dialogare con una linea difensiva che unisce aggressività e costruzione. Mancini agisce da riferimento centrale, Ziolkowski interpreta il ruolo con maggiore mobilità, mentre Hermoso rappresenta il punto di uscita sul centrosinistra, fondamentale per attirare la pressione avversaria e liberare linee interne.
In fase di possesso, la Roma tende a creare superiorità numerica nella prima costruzione, con uno dei braccetti pronto a sganciarsi e ad accompagnare l’azione. Questo movimento consente ai giallorossi di consolidare il possesso e di preparare l’imbucata alle spalle della prima linea di pressione del Sassuolo.
Sugli esterni, Celik e Wesley svolgono compiti differenti ma complementari. Il primo garantisce ampiezza e sovrapposizioni continue sulla destra, mentre il secondo attacca la profondità con maggiore frequenza, mantenendo alta la linea e allungando la difesa avversaria.
La squalifica di Cristante costringe Gasperini a ridisegnare il cuore del campo. Pisilli e Koné formano una coppia meno posizionale ma più dinamica, chiamata a sostenere una Roma che vuole aggredire subito dopo la perdita del pallone. Il pressing giallorosso sarà orientato sull’uomo, con l’obiettivo di impedire al Sassuolo di uscire pulito e di recuperare palla in zone avanzate.
La vera anima della manovra romanista risiede però nei due trequartisti. Dybala si muove senza riferimenti fissi, abbassandosi tra le linee per ricevere e attirare marcature, mentre Soulé parte da una posizione più alta per poi stringere verso il centro, cercando il dialogo corto o la conclusione dal limite.
La loro capacità di occupare il mezzo spazio sarà determinante contro un Sassuolo che difende a zona ma soffre quando viene disordinato lateralmente. In avanti, Ferguson con la fiducia ritrovata, lavora per la squadra, apre corridoi e favorisce gli inserimenti da dietro, rendendo più fluida la fase offensiva.

Il Sassuolo di Grosso: 4-3-3, equilibrio e transizioni
Il Sassuolo risponde con il 4-3-3, modulo che Fabio Grosso utilizza per dare ordine e verticalità alla sua squadra. Muric è coinvolto attivamente nella costruzione, mentre la linea difensiva composta da Walukiewicz, Idzes, Muharemovic e Doig dovrà reggere l’impatto di una Roma aggressiva sugli esterni.
Il centrocampo neroverde ruota attorno a Nemanja Matic, grande ex della sfida. All’Olimpico ha vissuto alcune delle pagine più significative della sua carriera recente, contribuendo alla Roma di Mourinho capace di arrivare fino alla finale di Europa League, persa soltanto ai calci di rigore.
Oggi, con la maglia del Sassuolo, Matic è il punto di riferimento tattico della squadra di Grosso: si abbassa tra i centrali, gestisce i tempi e protegge la difesa schermando le linee di passaggio verso i trequartisti avversari. Accanto a lui, Iannoni e Koné garantiscono corsa e aggressività, soprattutto in fase di non possesso, quando il Sassuolo cercherà di spezzare il ritmo romanista.
In avanti, Pinamonti lavora da riferimento centrale, utile sia nel gioco spalle alla porta sia nell’attacco dell’area. Fadera e Laurienté rappresentano invece le principali armi in transizione, con il francese pronto a sfruttare ogni spazio lasciato alle spalle degli esterni romanisti. La Roma dovrà essere attenta soprattutto sul lato sinistro difensivo, dove il Sassuolo proverà a colpire con cambi di gioco rapidi e conduzioni aggressive.
Chiavi tattiche della partita
La partita si giocherà sul confronto tra il pressing organizzato della Roma e la capacità del Sassuolo di uscire pulito dal basso. Se i giallorossi riusciranno a isolare Matic e a forzare il lancio lungo, avranno il controllo del match. In caso contrario, il Sassuolo potrà sfruttare le seconde palle e le transizioni per mettere in difficoltà la difesa a tre.
Molto dipenderà dai duelli sugli esterni e dalla capacità delle due squadre di leggere i momenti della gara. Roma–Sassuolo sarà una partita fatta di adattamenti continui, dove ogni scelta posizionale può fare la differenza.
All’Olimpico non si affronteranno solo due squadre, ma due idee di calcio ben precise. È una partita che racconta di principi, memoria e ambizione, con Gasperini e Grosso pronti a giocarsi una gara di dettagli, ritmo e coraggio. In palio non ci sono soltanto tre punti, ma la conferma di un’identità che passa, inevitabilmente, attraverso il campo.





