Il Ferraris ritrova il rumore giusto nel momento che conta. Il Genoa batte il Cagliari 3-0, sale a quota 19 punti e soprattutto manda un segnale netto: la squadra di Daniele De Rossi sta imparando a vincere le partite che pesano. Il risultato prende forma nella ripresa, ma la partita racconta molto di più di un punteggio largo.
Il Genoa colpisce, poi soffre. E non crolla
L’avvio è quello che De Rossi chiede da settimane: intensità, aggressività, attacco diretto alla porta. Il gol che apre la serata arriva presto ed è figlio di un errore avversario, ma anche di un attaccante che vive un momento di fiducia piena. Lorenzo Colombo attacca lo spazio, vince il duello e firma l’1-0 con freddezza. Terza partita consecutiva a segno, un dato che pesa più del gol stesso.
Da lì in poi, però, il Genoa arretra. Forse troppo. Il Cagliari prende campo, alza il baricentro e per una buona mezz’ora costringe i rossoblù a difendersi bassi. In quel tratto di gara, la partita resta in piedi solo grazie a Nicola Leali, decisivo almeno tre volte nei momenti di massima pressione. Senza i suoi interventi, il racconto sarebbe stato diverso.
La svolta nella ripresa: pressing, gamba e lucidità
Dopo l’intervallo il Genoa rientra con un’altra postura. Più corto, più aggressivo, meno disposto a subire. De Rossi sistema le corsie, aggiunge energia e la partita gira. Il Cagliari prova ancora a spingere, ma non trova più la stessa continuità, mentre i rossoblù tornano a riempire l’area con convinzione.
Il 2-0 nasce da una palla recuperata e da un errore pesante in uscita degli ospiti. Morten Frendrup raccoglie, calcia con decisione e trova il primo gol stagionale in campionato: una rete che spacca definitivamente l’equilibrio.
Chiusura da squadra matura
Il Cagliari accusa il colpo. Il Genoa no. Anzi, accelera ancora. Su palla inattiva, Leo Østigård trova il tempo giusto e chiude i conti di testa. È il 3-0 che mette al sicuro risultato e morale, davanti a un Ferraris che ritrova voce e convinzione. Non era scontato. Perché questa squadra, fino a poco tempo fa, partite così rischiava di complicarsele da sola.
De Rossi e un segnale che va oltre i tre punti
Questo successo vale doppio. Vale per la classifica, che vede il Genoa agganciare proprio il Cagliari. Vale per la fiducia, dopo il pareggio di San Siro con il Milan. Ma vale soprattutto per il metodo: una squadra che soffre, regge e poi colpisce, senza perdere lucidità.
Il Cagliari conferma pregi e limiti già noti: buone individualità, ma blackout difensivi che si ripetono. Su questo Fabio Pisacane dovrà lavorare a fondo. Il Genoa, invece, riparte da qui. Da una vittoria netta, costruita nel secondo tempo, che profuma di crescita vera.



