Como-Milan non è soltanto un recupero di campionato. È una partita che racconta il tempo, il suo scorrere e il modo in cui il calcio riesce a farlo dialogare con se stesso. Al Sinigaglia, sotto i riflettori della Serie A, va in scena una sfida che va oltre il risultato: Nico Paz contro Luka Modrić, il ragazzo e il suo idolo, il futuro che prova a prendere parola davanti a un passato che è già leggenda.
Diciannove anni, una carriera intera
Tra Nico Paz e Luka Modrić ci sono diciannove anni di differenza. Un dettaglio anagrafico che, tradotto in calcio, equivale a un’intera carriera. Quando Modrić muoveva i primi passi nella Dinamo Zagabria, Paz era poco più che un neonato. Oggi, invece, si ritrovano uno di fronte all’altro in Serie A, per la prima volta da avversari. Eppure le loro strade si erano già incrociate. A Madrid. In un contesto che pesa come pochi altri.
Il filo che porta al Real Madrid
La storia non nasce oggi. Nella stagione 2023/24 Nico Paz assaggia il calcio dei grandi con il Real Madrid, entrando in uno spogliatoio dove Modrić non era solo un titolare, ma un punto cardinale. Il croato era già leggenda, reduce da anni di trionfi che lo avevano proiettato fuori dal tempo. Paz osservava, ascoltava, imparava. E soprattutto assorbiva. Perché crescere accanto a certi giocatori significa farlo anche quando non tocchi il pallone.
L’ammirazione che diventa metodo
Nico Paz non ha mai nascosto chi fosse il suo riferimento. In una recente intervista aveva raccontato quei momenti che restano dentro più di qualsiasi partita: “Dopo gli allenamenti tiravamo sempre da fuori area. Modrić, Valverde, Bellingham, Rodrygo, Vinícius… io mi univo a loro. Era bellissimo. Modrić mi piace da quando ero piccolo. Quando Kroos si è ritirato, Modrić mi disse di continuare a lottare e trovare il mio posto. Aveva fiducia in me.” Parole che spiegano perché questo incrocio non sia banale. Per Paz, non è solo una partita.
Il rispetto che diventa omaggio
Quando lo scorso maggio Modrić ha salutato il Real Madrid, Nico Paz ha scelto un gesto semplice ma potentissimo: una story su Instagram. Un collage di foto insieme, e soprattutto la maglia numero 10 del croato, custodita come un cimelio. Non un post di circostanza, ma un ringraziamento silenzioso. È il segno di una generazione che non rinnega i propri maestri. Anzi, li porta con sé.
Prima volta da avversari, davanti al presente
Al Sinigaglia, Como-Milan diventa così una staffetta ideale. Da una parte Modrić, che continua a dare lezioni di tempo e calcio anche nelle battute finali della carriera. Dall’altra Paz, che sta costruendo la propria identità passo dopo passo, senza fretta ma con personalità. Il Como sogna, il Milan vuole tornare a imporsi. Ma dentro questa partita c’è qualcosa di più profondo: il dialogo tra chi ha già scritto la storia e chi prova a entrarci.
Forse non è ancora un passaggio di consegne. Forse è solo un’altra lezione.
Ma nel calcio, come nella vita, certe lezioni arrivano solo quando sei pronto a guardare negli occhi chi te le ha insegnate.





