Il Sinigaglia racconta una storia antica e sempre attuale: chi gioca meglio non sempre vince. Il Como costruisce, domina, impone ritmo e idee. Il Milan incassa, soffre, resiste. Poi colpisce. Tre volte. E se ne va con una vittoria che pesa come un macigno nella corsa ai vertici della Serie A.
Il 3-1 rossonero nel recupero della 16ª giornata non è una semplice rimonta: è una lezione di cinismo, esperienza e lettura dei momenti. Il Milan di Milan ribalta una partita che per oltre un’ora sembra girare dalla parte del Como, trascinato da un Maignan irreale e da un Rabiot dominante, autore di una doppietta che spacca la gara.
Il Como comanda, il Milan resta vivo
L’inizio è tutto lariano. Il Como di Cesc Fabregas aggredisce alto, palleggia con qualità e trova subito il vantaggio con Kempf sugli sviluppi di un calcio piazzato. È solo il primo segnale di un primo tempo quasi a senso unico, in cui i padroni di casa producono occasioni in serie.
Il Milan è in difficoltà strutturale, cambia assetto più volte, fatica a uscire dalla pressione. Se il punteggio resta in equilibrio, il merito è quasi esclusivamente di Maignan, che neutralizza Paz, Da Cunha e Douvikas con interventi da portiere di livello assoluto.
Il pareggio arriva nel finale di primo tempo, dal dischetto. Un episodio, sì. Ma anche il premio alla capacità del Milan di non disunirsi nel momento peggiore.
La ripresa cambia volto (e padrone)
Dopo l’intervallo Massimiliano Allegri sistema le distanze, restituisce ordine alla squadra e accetta l’idea di una partita sporca. Il Como continua a giocare, ma con meno precisione. Il Milan aspetta.
Il gol del 2-1 nasce da una giocata verticale, rapida, chirurgica. Leão accende, Rabiot finalizza. È il momento in cui l’inerzia si spezza definitivamente. Il Como prova a reagire, colpisce una traversa, torna a spingere. Ma ora il Milan è dentro la partita con la testa giusta.
Nel finale arriva il sigillo: errore in uscita dei lariani, palla a Rabiot, sinistro da fuori area. 3-1. Partita chiusa, nonostante il lungo dominio territoriale del Como.
Le dichiarazioni: due visioni opposte, stessa lucidità
A fine gara Allegri non si nasconde, ma va dritto al punto:
«La classifica adesso conta. Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, loro giocano bene. Nel primo tempo abbiamo sofferto, Maignan ci ha tenuto in piedi. Poi siamo cresciuti e siamo stati concreti. Per stare lassù servono anche partite così».
Fabregas, dall’altra parte, difende il lavoro dei suoi senza rimpianti isterici:
«Abbiamo fatto una grande partita per intensità e qualità. Il risultato è duro da accettare, ma il percorso è quello giusto. Contro squadre come il Milan, se non chiudi la partita, vieni punito».
Una vittoria che pesa (e dice molto)
Il Milan porta a casa tre punti chiave, accorcia in classifica e manda un segnale chiaro: non serve dominare per forza, serve saper vincere. Il Como esce sconfitto, ma non ridimensionato: la squadra c’è, le idee pure. Manca ancora quel dettaglio che separa il bel calcio dai punti.
Al Sinigaglia vince il Milan. Ma la partita, per lunghi tratti, l’ha scritta il Como. Ed è forse questo il dato più interessante della serata.



