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Petardo a Cremona, identificato il responsabile: è socio dell’Inter Club San Marino

Il club prende le distanze e chiede l’espulsione. Il tifoso ferito alla mano nel tentativo di lanciare un secondo ordigno

Redazione
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Un tifoso dell’Inter Club San Marino è stato identificato come responsabile del lancio del petardo avvenuto a Cremona durante Cremonese-Inter, episodio che ha coinvolto Emil Audero, colpito a una gamba dall’ordigno esploso in campo. L’accaduto, avvenuto dal settore occupato dai sostenitori nerazzurri, ha aperto un fronte disciplinare e giudiziario che ora entra nella fase delle responsabilità individuali.

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La presa di distanza dell’Inter Club San Marino

A poche ore dai fatti è arrivata la posizione ufficiale dell’Inter Club San Marino, che ha confermato l’appartenenza del tifoso al proprio sodalizio, prendendo però una netta e pubblica distanza dal gesto. Nel comunicato diffuso sui social si legge: «Come Inter Club San Marino ci assumiamo la responsabilità che un nostro socio fosse presente a Cremona. Ci dissociamo totalmente dal suo gesto. Durante la trasferta era autonomo, senza che potessimo conoscere le sue intenzioni. Abbiamo già chiesto l’espulsione del club e collaborato con la Digos per identificare ogni responsabilità». Una posizione che mira a separare il comportamento del singolo dall’attività del club organizzato e che potrebbe pesare nella valutazione complessiva del caso.

Le condizioni del responsabile e la dinamica

Il tifoso è attualmente piantonato all’Ospedale Maggiore di Cremona. Secondo quanto ricostruito, le ferite alla mano non sarebbero state riportate durante il primo lancio, ma nel tentativo di gettare un secondo petardo, esploso mentre lo stava maneggiando. L’uomo avrebbe lesioni serie alle falangi di due dita e non è escluso un trasferimento in un centro specializzato nelle prossime ore. La dinamica rafforza la gravità dell’episodio e sposta l’attenzione su una condotta reiterata, non limitata a un singolo gesto.

Identificazione, indagini e provvedimenti attesi

Il responsabile era stato identificato già allo stadio dagli agenti della questura. La sua posizione è ancora al vaglio delle autorità, ma allo stato attuale appare improbabile l’arresto. È invece certa la denuncia e l’adozione di un Daspo, che gli impedirà l’accesso agli impianti sportivi. Sul piano sportivo, l’episodio resta separato dall’esito della gara, ma non resterà senza conseguenze: oltre alle valutazioni del Giudice Sportivo, proseguono le verifiche per definire sanzioni e responsabilità, mentre il caso si avvia verso una conclusione sul fronte penale e amministrativo.

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