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Inter e Juventus in fuga, la domenica che cambia il campionato

Vittorie nette in trasferta per nerazzurri e bianconeri, panchine in bilico e storie che segnano la 23ª giornata di Serie A

Emanuele De Scisciolo
4 Min Read

La Serie A prosegue il suo cammino nella 23ª giornata, la più diluita della stagione, con Inter e Juventus che vincono senza affanni rispettivamente a Cremona e Parma, rafforzando ambizioni diverse ma complementari: scudetto per i nerazzurri, zona Champions per i bianconeri. Il turno, iniziato venerdì e destinato a chiudersi lunedì, porta però con sé anche scelte drastiche: Alberto Gilardino è stato sollevato dall’incarico al Pisa, mentre a Verona la posizione di Paolo Zanetti appare ormai compromessa. A Torino, invece, il successo di misura sul Lecce concede ossigeno e tempo a Marco Baroni.

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La Juve accelera a Parma: gol, numeri e segnali

A Parma la Juventus impone ritmo e fisicità, trovando nella doppietta di Bremer un manifesto di autorità. Il brasiliano guida una prestazione solida, impreziosita dal settimo gol stagionale di Jonathan David e, soprattutto, dall’ennesima firma di Weston McKennie. L’americano sale a quattro reti in campionato che, sommate ai tre centri europei, valgono sette gol complessivi: nuovo primato personale, superato il precedente fissato nella stagione 2020-21. Numeri che raccontano una crescita costante e una centralità sempre più evidente nel progetto tecnico bianconero.

Inter, marcia da capolista: continuità e difesa di ferro

A Cremona l’Inter non concede appigli. La squadra di Cristian Chivu aggiorna il proprio ruolino con una vittoria che vale 55 punti e un confronto favorevole con la scorsa stagione: +4 alla stessa altezza del calendario. È la settima vittoria consecutiva in trasferta, con un dato che pesa: cinque clean sheet nelle ultime sette gare fuori casa. Lautaro Martínez continua a incidere, ma è la coralità a fare la differenza, con una struttura che regge e una gestione matura dei momenti della partita.

Rigori e destini: il caso Nico Paz

Tra le storie della domenica c’è anche quella di Nico Paz, talento argentino di proprietà del Real Madrid e in prestito al Como. Il classe 2004 deve fare i conti con una statistica impietosa: tre rigori calciati e tre errori in Serie A. L’ultimo, neutralizzato da Marco Carnesecchi, costa due punti. Prima ancora erano arrivati i tentativi falliti contro Lazio e Lecce. Un passaggio a vuoto che non cancella il potenziale, ma che pesa nel presente. La storia ricorda casi celebri: Martín Palermo ne sbagliò tre nella stessa partita di Copa América 1999, una ferita rimasta nella memoria del calcio argentino.

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Napoli, il ritorno del “figlio della città”

Al Maradona emerge una nota romantica. L’emergenza infortuni apre la porta ad Antonio Vergara, 23 anni, che segna due volte in pochi giorni: prima contro il Chelsea in Europa, poi contro la Fiorentina trovando il primo gol in Serie A. Un evento che interrompe un digiuno lungo oltre cinque anni per un “napoletano verace” in Champions League, dall’ultima rete europea firmata da Lorenzo Insigne nell’agosto 2020.

Genoa e la beffa dal dischetto

C’è infine la sequenza che pesa sulla classifica del Genoa. Quattro partite decise oltre il 90’ da rigori trasformati dagli avversari o falliti dai rossoblù hanno già sottratto sei punti. Dall’Olimpico a Marassi, passando per San Siro e Bologna, il copione si ripete e alimenta una sindrome che incide sul morale e sui risultati.

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