La Roma rallenta nella corsa alla Champions League: dopo il pareggio di San Siro contro il Milan, i giallorossi cadono 1-0 a Udine contro l’Udinese nel posticipo della 23ª giornata di Serie A, pagando un episodio a inizio ripresa e una produzione offensiva sotto tono. Al termine del match, Gian Piero Gasperini ha letto così la sconfitta.
«Campo difficile, decisa dagli episodi»
Il tecnico giallorosso parte dal contesto. «Non è mai facile giocare contro l’Udinese. Questo è un campo difficile, poi sugli episodi puoi vincere o perdere la partita come è accaduto stasera», ha spiegato. La sensazione è quella di una gara in equilibrio, spezzata da dettagli. «Cosa potevamo fare meglio? Ci è mancata un po’ di precisione, poi c’è stata un po’ di sfortuna sia nel finale – con il gol annullato per fuorigioco di pochi centimetri a Cristante e il miracolo di Okoye su Mancini – che sul gol preso. Questa però è una squadra che esce anche da queste gare a testa alta e migliora sempre».
Poca produzione davanti
Rispetto alle ultime uscite, la Roma ha creato meno. Gasperini non lo nasconde e spiega il perché. «La partita era molto chiusa. Anche per loro era difficile attaccare: hanno fatto giusto un paio di tiri da lontano», ha osservato. «La partita non è stata bella sul piano tecnico. Anche azioni che non si chiudono con il tiro per me sono occasioni da gol: quando porti in area quattro o cinque giocatori…».
Mercato e inserimenti
Inevitabile il passaggio sul mercato appena chiuso e sugli equilibri da trovare. «Mercato? Adesso è chiuso. Sicuramente non pensavamo di trovare queste difficoltà nell’inserire i giocatori che cercavamo. Le difficoltà sono parecchie», ha ammesso. «Comunque sono molto contento siano arrivati Malen e Zaragoza. Poi ci sono anche tanti giovanissimi come Robino Vaz e Venturino a cui non possiamo chiedere di essere già pronti. Ci lavoreremo».
Troppe partite e infortuni
In chiusura, Gasperini tocca il tema del calendario e dei ko fisici. «Troppe partite? Ormai fa parte del gioco: tv e tifosi le vogliono così», ha detto. «L’unico aspetto negativo sono gli infortuni: accadono sempre in partita e non in allenamento. Da sempre giocando a calcio ci si fa male. Adesso sono più frequenti perché ci sono il doppio delle partite, ma il problema sono i tempi di recupero: la tecnologia e il progresso non sono riusciti a tagliarli».


