Chi ha cambiato davvero passo e chi, invece, ha lasciato il mercato di gennaio con più dubbi che certezze. A campagna invernale conclusa, tra fine gennaio e ultime ore di trattative, i club di Serie A hanno definito le rose per la seconda parte della stagione, scegliendo se investire sul presente o rimandare tutto al futuro. Il quadro che emerge racconta strategie molto diverse, con poche rivoluzioni vere e diversi aggiustamenti mirati, non sempre riusciti.
Roma davanti a tutte, Milan e Cremonese convincono
Il giudizio più alto spetta alla Roma, che esce dal mercato con un reparto offensivo più profondo e qualitativo. L’arrivo di un esterno con le caratteristiche di Malen, profilo esplicitamente richiesto da Gasperini, ha dato subito un segnale chiaro, mentre le prime uscite di Robinio Vaz hanno mostrato un giocatore di prospettiva reale. In chiusura è arrivato anche Bryan Zaragoza, un’operazione che aggiunge imprevedibilità e soluzioni offensive.
Segnali positivi anche dal Milan, che ha scelto una strada minimalista ma efficace. Un solo acquisto, Fullkrug, è bastato per dare concretezza alle idee di Allegri in zona gol. A pesare, quasi quanto il centravanti tedesco, è stato il rinnovo di Maignan, mossa di stabilità che ha avuto un impatto immediato sul clima dello spogliatoio.
La Cremonese si conferma tra le più attive e coerenti. L’innesto di Djuric completa una coppia d’attacco già esperta, mentre gli arrivi di Thorsby e Maleh hanno aumentato quantità e qualità in mezzo al campo. Scelte funzionali a un obiettivo preciso: restare in Serie A senza affidarsi solo alle emergenze.
Mercati di contenimento e occasioni mancate
Scelte più caute per Atalanta e Inter, entrambe penalizzate da lacune rimaste irrisolte. A Bergamo la cessione di Lookman ha tolto peso specifico all’attacco: l’investimento su Raspadori è interessante, ma il salto di qualità è tutto da verificare. I saluti di Brescianini e Maldini erano scritti, ma il ridimensionamento offensivo resta evidente.
L’Inter ha puntato soprattutto sul futuro con Massolin, talento strappato al Modena, ma il problema cronico sulla fascia destra non ha trovato soluzione. Una mancanza che rischia di pesare nel momento decisivo della stagione, nonostante la fiducia riposta nel giovane Jakirovic.
Juventus e Napoli, ritocchi senza svolta
La Juventus ha lavorato più di fino che di forza. Sono mancati i grandi colpi in attacco, nonostante i nomi trattati, e alla fine si andrà avanti con David e Openda. Migliorativo lo scambio che ha portato Holm a Torino e interessante la scommessa su Boga come alternativa offensiva. Operazioni in prospettiva, come Licina e Oboavwoduo, confermano una linea prudente.
Il Napoli ha vissuto un mercato di necessità più che di scelta. Conte avrebbe voluto rinforzi multipli, ne è arrivato uno di qualità come Giovane e, all’ultimo, Alisson Santos dallo Sporting. Resta però scoperta la corsia destra dopo l’infortunio di Di Lorenzo, e le cessioni di Lucca e Lang suonano come una correzione tardiva delle strategie estive.
In difficoltà Torino, Verona e Pisa
Il mercato meno incisivo è quello del Torino, dove molte trattative non hanno trovato sbocco e la contestazione verso Cairo non si è mai spenta. Nessuna sterzata, nemmeno in panchina, nonostante una stagione segnata da passaggi a vuoto pesanti.
Situazione complessa anche per il Verona, che ha ceduto il suo talento migliore, Giovane, senza riuscire a compensare adeguatamente. I nuovi arrivi sono tutti da decifrare, mentre l’addio a Paolo Zanetti apre interrogativi sul futuro tecnico.
Il Pisa paga errori strutturali. L’investimento su Nzola non ha reso e il cambio di allenatore certifica le difficoltà di un progetto che ora punta su scommesse poco conosciute, con una salvezza che appare in salita.
Tra prudenza e sopravvivenza
Nel mezzo si collocano mercati come quelli di Cagliari, Como, Parma e Lecce, tutti orientati più alla sopravvivenza che all’ambizione. Il Cagliari di Pisacane continua a sorprendere per rendimento, ma forse avrebbe meritato un rinforzo offensivo in più. Il Como ha scelto la continuità, pensando già al futuro con operazioni come Thornqvist e Cuenca. Il Parma ha difeso il proprio capitale, tenendo Pellegrino e aggiungendo alternative utili come Nicolussi Caviglia e Strefezza. Il Lecce, infine, si affida ancora una volta all’intuito di Corvino, con Gandelman e Cheddira pronti a giocarsi le loro carte.
Il verdetto definitivo, come sempre, lo darà il campo. Ma il mercato di gennaio ha già raccontato molto: chi ha scelto di rischiare, chi di aspettare e chi, forse, ha perso un’occasione.
