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Napoli, progetto ridisegnato: come cambia il piano di Conte dopo infortuni e mercato

Gennaio e infermeria hanno stravolto le idee iniziali: nuovi brasiliani, rientri dei big e l’esplosione di Vergara ridisegnano il volto tattico degli azzurri

Marta Visconti
Marta Visconti - Collaboratore
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Il Napoli si presenta al cuore della stagione con un’identità tecnico-tattica profondamente diversa rispetto a quella immaginata in estate, complice una lunga scia di infortuni e un mercato invernale che ha corretto – e in parte ribaltato – le scelte iniziali. È successo tra Castel Volturno e il campo, nel pieno di un’annata segnata da stop pesanti, rientri attesi e nuovi innesti che hanno costretto Antonio Conte a riscrivere il progetto strada facendo.

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L’ultima notizia dall’infermeria, il problema di Di Lorenzo rivelatosi meno grave del previsto, non cambia la sostanza: il Napoli ha dovuto adattarsi, facendo di necessità virtù. Le idee disegnate a luglio sono state erose settimana dopo settimana da assenze eccellenti e da un mercato estivo che, in alcuni casi, non ha restituito le risposte attese.

Dall’idea estiva alla rivoluzione forzata

Tra Dimaro e Castel di Sangro, Conte aveva impostato la squadra su un 4-1-4-1 ambizioso e tecnico, con De Bruyne mezzala a supporto di Lobotka, McTominay largo a sinistra e Lukaku riferimento centrale. Un piano saltato presto, travolto dal grave infortunio del belga e, a cascata, da una serie di stop che hanno svuotato il centrocampo e tolto certezze. La risposta è arrivata con un cambio radicale: difesa a tre e struttura più prudente, pensata per proteggere una rosa falcidiata. Un passaggio obbligato, che ha permesso al Napoli di restare competitivo pur perdendo progressivamente pezzi come Anguissa, De Bruyne e Gilmour.

Il 3-4-2-1 e la nuova fase azzurra

Con il centrocampo ridotto all’osso, Conte ha scelto il 3-4-2-1, affidandosi a Lobotka e McTominay in mediana, Politano quinto e Neres accentrato alle spalle di Hojlund, con Elmas a completare il reparto offensivo. Un assetto che ha funzionato finché la sfortuna non ha colpito ancora, togliendo di mezzo anche il brasiliano e privando la squadra di fantasia e imprevedibilità. È in questo vuoto che è nato uno dei temi più inattesi della stagione.

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L’esplosione di Vergara

Gli infortuni hanno aperto uno spazio che il Napoli non aveva previsto, ma che ha finito per trasformarsi in una scoperta. Vergara, lanciato per necessità, si è preso la scena con personalità e qualità, segnando due gol pesanti e conquistando il Maradona. Un’esplosione improvvisa, diventata simbolo di una squadra costretta a reinventarsi ma capace di trovare risorse inattese. Il suo rendimento ha aggiunto un’opzione reale alle scelte di Conte, trasformando un’emergenza in una soluzione.

Gennaio cambia il volto dell’attacco

Il mercato invernale ha completato la rivoluzione. Lang e Lucca, arrivati in estate con aspettative importanti, hanno salutato Napoli senza lasciare il segno. Al loro posto sono arrivati Alisson Santos e Giovane, due innesti brasiliani pensati per dare profondità e alternative, con ruoli inizialmente diversi: più da impatto a gara in corso il primo, già pronto all’utilizzo immediato il secondo. Nel frattempo, Lukaku ha iniziato a ritrovare condizione, mentre sullo sfondo restano i rientri programmati di Anguissa, De Bruyne e Neres, destinati a cambiare ancora una volta gli equilibri.

Il Napoli che verrà: moduli e incastri

La linea di base non dovrebbe cambiare: il 3-4-2-1 resta il punto di riferimento, ma con varianti pronte a emergere. Con Anguissa a pieno regime, il sistema può evolvere in 3-5-2, aumentando peso e controllo in mezzo al campo. In questo scenario, McTominay è destinato a spostarsi più avanti, tornando mezzala o agendo tra le linee per sfruttare inserimenti e capacità realizzativa. Davanti, Conte avrà una doppia scelta: valorizzare il crack Vergara alle spalle di Hojlund o affiancare al danese un profilo più fisico come Lukaku o Giovane. Resta anche l’opzione di un 3-5-1-1, con Vergara a supporto della punta e un centrocampo più compatto, pensato per gestire partite di controllo.

Attesa per i rientri decisivi

Il vero spartiacque, però, arriverà in primavera. Anguissa lavora per lasciarsi alle spalle lombalgia e ricadute, De Bruyne punta a marzo dopo lo stop pesante, Neres è atteso più avanti dopo l’intervento alla caviglia. Da quel momento in poi, senza ulteriori intoppi, il Napoli cambierà ancora pelle. E allora sì, la palla passerà definitivamente a Conte, chiamato a scegliere non più per necessità, ma per convinzione.

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