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Il Milan dei “nuovi” travolge il Bologna: Allegri scopre una rosa da scudetto

Senza Leao e Pulisic, i rossoneri dominano al Dall'Ara con lo show di Nkunku e Loftus-Cheek. Decisivo l'impatto di Athekame.

Redazione
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Il Milan travolge il Bologna per 3-0 allo stadio Renato Dall’Ara nel posticipo di campionato, rispondendo alla pressione dell’Inter e consolidando il proprio piazzamento nella zona vertice della classifica. Nonostante le pesanti defezioni che hanno costretto Massimiliano Allegri a ridisegnare l’assetto titolare, i rossoneri hanno dominato la sfida grazie alle reti di Loftus-Cheek, Nkunku (su rigore) e Rabiot, dimostrando una profondità di organico finora inesplorata e mantenendo l’imbattibilità esterna stagionale.

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Il fattore alternative e il nuovo volto dell’attacco

La serata emiliana doveva rappresentare, nelle previsioni della vigilia, l’esame più complesso per la gestione Allegri. Senza la fantasia di Saelemaekers e il peso offensivo di Pulisic, con un Rafael Leao rimasto prudenzialmente a guardare per tutti i novanta minuti, il Diavolo ha scoperto una versione di sé meno prevedibile e tremendamente efficace. La scelta di affidarsi a un tandem atipico, composto da Christopher Nkunku e Ruben Loftus-Cheek, ha scardinato sistematicamente le linee di pressione dei rossoblù, incapaci di leggere i movimenti sincronizzati dei due trequartisti prestati all’attacco.

L’intesa tra l’inglese e l’ex Lipsia ha prodotto i frutti sperati già nella prima frazione, con uno scambio di favori che ha portato al vantaggio firmato dall’ex Chelsea su suggerimento di Rabiot. La dinamicità della “strana coppia” è stata poi suggellata dal raddoppio: un’imbucata millimetrica di Loftus-Cheek ha liberato Nkunku, steso dal portiere Ravaglia in uscita prima di trasformare con freddezza il penalty del ko tecnico.

Le parole di Massimiliano Allegri

Nel post-partita, il tecnico livornese ha espresso estrema soddisfazione per la maturità mostrata dal gruppo, sottolineando come la qualità individuale possa sopperire alle assenze se inserita in un contesto tattico fluido. «Sono giocatori di ottima qualità, stasera abbiamo giocato meglio perché davanti Nkunku e Loftus-Cheek hanno fatto davvero bene davanti, trovavamo sia la profondità che la palla addosso», ha dichiarato l’allenatore rossonero ai microfoni della stampa, evidenziando la capacità dei suoi di variare il registro offensivo.

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La sorpresa Athekame e le certezze del centrocampo

Se l’attacco ha brillato per inventiva, la corsia di destra ha regalato ad Allegri la risposta più inaspettata. Chiamato a sostituire un punto fermo come Saelemaekers, lo svizzero Zachary Athekame ha sfornato una prestazione di personalità assoluta. Nonostante il minutaggio ridotto raccolto finora in stagione, l’esterno ha arato la fascia con continuità, propiziando l’azione del primo gol e offrendo garanzie che potrebbero cambiare le gerarchie interne nelle prossime settimane.

A dare equilibrio a una squadra proiettata in avanti è stata la consueta prova di forza di Adrien Rabiot. Il centrocampista francese, ormai leader carismatico della mediana, non si è limitato al lavoro di interdizione, trovando anche la gioia del gol che ha chiuso definitivamente i conti. Insieme a lui, brilla la stella di Koni De Winter: il difensore belga, sempre più padrone della propria area di rigore, ha confermato una crescita costante che lo ha reso un pilastro insostituibile dello scacchiere difensivo di Allegri.

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