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Milan, il miracolo di Allegri: vola senza Pulisic e Leao grazie al misticismo tattico

Solo tre volte insieme dal primo minuto per la coppia regina, ma i numeri restano da urlo: 15 gol complessivi. Ecco come Max ha trasformato le assenze in un primato di pragmatismo.

Redazione
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Il Milan di Massimiliano Allegri continua a sfidare le leggi della logica e della sfortuna, consolidando un primato che nasce dalla capacità di trasformare l’emergenza in risorsa. Nonostante il tecnico livornese abbia potuto schierare la coppia d’attacco titolare composta da Christian Pulisic e Rafael Leao in sole tre occasioni dall’inizio della stagione (contro Inter, Genoa e Lecce), i rossoneri occupano i vertici della classifica grazie a un misticismo tattico che fonde pragmatismo e reattività. Una gestione, quella di Allegri, capace di portare a casa i tre punti anche in contesti complessi come la trasferta di Como, affidandosi a soluzioni d’emergenza che stanno dando frutti inaspettati.

Il paradosso dei numeri: Pulisic e Leao bomber “a distanza”

La stagione 2025/26 del Diavolo è stata segnata fin dal ritiro estivo da un destino avverso per i suoi diamanti grezzi. Il progetto del 3-5-2 incentrato sulla velocità dello statunitense e del portoghese si è arenato già in agosto, con il grave infortunio di Leao nel match di Coppa Italia contro il Bari. Da quel momento, tra la pubalgia che ha tormentato Rafa e la borsite che ha colpito Pulisic dopo gli impegni con la nazionale USA, i due hanno vissuto una stagione di staffette forzate.

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Eppure, l’efficacia dei singoli resta sbalorditiva: Pulisic ha già messo a segno 8 reti, seguito a ruota da Leao con 7 gol in campionato. Senza la controprova di una convivenza continuativa, il Milan ha imparato a vincere anche in modo convincente, come dimostrato nelle trasferte di Udine e Bologna, dimostrando che il gruppo è andato oltre l’assenza della coppia regina.

L’arte dell’adattamento: da Nkunku a Fullkrug

Per sopperire alle assenze, Allegri ha dovuto attingere a tutta la sua esperienza nella gestione del capitale umano. In assenza delle punte titolari, il tecnico ha spesso ridisegnato l’assetto offensivo adattando Christopher Nkunku e Ruben Loftus-Cheek in ruoli non propriamente congeniali alle loro caratteristiche, chiedendo loro un lavoro di sacrificio e inserimento che ha spesso scardinato le difese avversarie.

Un contributo fondamentale è arrivato anche dal mercato di riparazione con l’innesto di Niclas Fullkrug. Il tedesco, unica vera punta pura presente oggi in rosa, ha garantito quella profondità e quel peso nell’area di rigore che sono risultati decisivi nelle rotazioni, permettendo al Milan di mantenere pericolosità offensiva anche quando il gioco si faceva più fisico e sporco.

Il piano gara di Allegri: la lezione di Bologna

Se il calcio di Allegri resta dichiaratamente reattivo, la preparazione tattica dei singoli match si sta rivelando chirurgica. L’ultima vittoria di Bologna ne è l’esempio plastico: i continui cambi di posizione a centrocampo e le incursioni offensive di Pavlovic hanno neutralizzato il pressing individuale emiliano, mandando in tilt i meccanismi dei padroni di casa. È la vittoria dello studio sulla sfortuna: avere un piano gara dettagliato ha permesso ai rossoneri di sopperire alla mancanza di estro individuale dei suoi due campioni più attesi, dimostrando che questo Milan sa vincere in molti modi diversi, quasi tutti efficaci.

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