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Banda fa sognare Lecce: punizione magica all’89’, Udinese battuta 2-1

Gandelman illude, Solet pareggia ma lo zambiano decide nel finale. Di Francesco respira: +3 sulla zona retrocessione.

Redazione
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Una perla balistica di Lameck Banda all’89’ regala al Lecce una vittoria vitale nello scontro contro l’Udinese, terminato 2-1 nel posticipo della 24ª giornata di Serie A. I salentini tornano al successo dopo un digiuno durato otto turni, centrando i primi tre punti del 2026 e staccando la Fiorentina in classifica: i ragazzi di Eusebio Di Francesco salgono a quota 21 punti, portando a tre le lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione. Al gol fulmineo dell’esordiente Gandelman aveva risposto Solet su calcio di rigore nel primo tempo, prima che l’esterno zambiano facesse esplodere lo stadio con una punizione magistrale a ridosso del novantesimo.

Avvio shock e la firma di Gandelman

L’approccio dei giallorossi è stato feroce, premiato dopo soli cinque minuti di gioco. Approfittando di una clamorosa incertezza della retroguardia friulana, e in particolare di un errore in disimpegno di Karlstrom, il neo-acquisto Omri Gandelman si è avventato sul pallone in area di rigore trafiggendo Okoye. Per il centrocampista israeliano si tratta della prima marcatura assoluta nel massimo campionato italiano, una rete che conferma le doti da inserimento già mostrate durante la sua esperienza in Belgio.

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L’Udinese di Kosta Runjaic, a caccia di punti per non perdere il treno europeo, non ha però tardato a reagire. Al 26′, un intervento scomposto di Kialonda Gaspar ai danni di Jordan Zemura ha spinto il direttore di gara a indicare il dischetto. Dagli undici metri si è presentato, a sorpresa, il difensore Oumar Solet: freddezza glaciale e palla in rete per l’1-1, punteggio che ha accompagnato le squadre negli spogliatoi dopo una prima frazione intensa e ricca di duelli fisici.

Le mosse della ripresa: la mossa Banda

Nella seconda metà di gara, i ritmi sono rimasti elevati ma la lucidità sotto porta sembrava svanita. Runjaic ha provato a cambiare l’inerzia del match inserendo forze fresche come Idrissa Gueye e Nicolò Zaniolo, quest’ultimo apparso volitivo dopo la buona prova offerta contro la Roma. Di Francesco ha risposto ridisegnando l’attacco: fuori Cheddira e Sottil, dentro Stulic e soprattutto Lameck Banda.

Il Lecce ha alzato il baricentro negli ultimi quindici minuti, sfiorando il vantaggio in due occasioni nitide. Prima è stato il debuttante Ndri a far tremare i tifosi ospiti con un diagonale rasente che ha sfiorato il palo, poi è stato ancora Gandelman a gridare al gol, vedendosi negare la doppietta personale solo da una traversa colpita a botta sicura da posizione favorevole.

Il colpo di scena finale

Proprio quando la sfida sembrava incanalata verso un pareggio che avrebbe accontentato solo gli ospiti, è salito in cattedra Banda. Al minuto 89, l’esterno giallorosso si è incaricato della battuta di una punizione dal limite dell’area: la traiettoria impressa al pallone è stata perfetta, una parabola imprendibile per Okoye che si è insaccata nell’angolo alto.

È il gol che vale una stagione per il Lecce, capace di capitalizzare al massimo il passo falso della Fiorentina, fermata ieri sull’1-1 dal Torino. Per l’Udinese resta il rammarico per una gestione troppo conservativa del finale di gara, un blackout che costa caro in termini di ambizioni continentali.

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