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Sarri non ci sta: «Lazio viva, ma il 3-1 andava segnato. Ora pace tra club e tifosi»

Il tecnico biancoceleste dopo il 2-2 con la Juve: «Orgoglioso della reazione, ma basta critiche sterili dall'esterno».

Redazione
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Un misto di soddisfazione per la prestazione e amarezza per il finale. Maurizio Sarri analizza con la consueta lucidità il 2-2 maturato all’Allianz Stadium, sottolineando come la sua Lazio abbia avuto più volte l’occasione di chiudere definitivamente i giochi prima del recupero.

«Sul 2-0 la sensazione che fosse fatta non c’era, la Juve stava attaccando con vigore», ha ammesso il tecnico toscano ai microfoni di DAZN. «Il rammarico è aver avuto la palla del 3-1 a dieci e a cinque minuti dalla fine; era evidente che la Juventus potesse pareggiare se non la chiudi». Nonostante la beffa firmata Kalulu al 96′, Sarri preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno: «Fare un punto in questo stadio è sempre positivo. Questi ragazzi sono difficilmente distruggibili, non hanno mai piegato la testa e questo mi dà grande soddisfazione».

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Il tecnico si è poi soffermato sul clima che circonda l’ambiente biancoceleste, smentendo le voci di uno spogliatoio spaccato o depresso: «Dentro la squadra il clima è positivo, i ragazzi si allenano con passione. Mi piacerebbe che le diatribe tra società e tifosi finissero, giocare con l’Olimpico vuoto è stato bruttissimo. L’impressione che c’è all’esterno non corrisponde al reale stato mentale del gruppo». Un appello all’unità, dunque, proprio mentre la Lazio dimostra sul campo di poter competere ad armi pari contro le big del campionato.

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