Il sistema arbitrale italiano finisce nel mirino di una critica feroce che coinvolge l’AIA e la FIGC, proprio mentre la Serie A si prepara ai posticipi di campionato. A scuotere il panorama calcistico è Fabrizio Ravanelli: intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, l’ex attaccante ha denunciato una deriva etica preoccupante, parlando apertamente di una caccia sistematica al rigore “rubato”. Secondo l’analisi di Ravanelli, il calcio italiano sta perdendo credibilità a causa di calciatori che puntano a ingannare il direttore di gara e di arbitri che, privati di personalità, si affidano eccessivamente alla tecnologia.
Le parole di “Penna Bianca” si inseriscono in un clima già rovente, alimentato dalle recenti lamentele di Gian Piero Gasperini — che ha definito “irriconoscibile” l’attuale applicazione del regolamento — e dalle perplessità espresse da Daniele De Rossi. Stando a quanto riferito da Ravanelli durante la trasmissione radiofonica, esiste una frattura netta tra gli standard internazionali e il protocollo VAR italiano: all’estero, secondo l’ex bomber, non verrebbe tollerata la facilità con cui i giocatori influenzano le decisioni arbitrali nel nostro campionato.
Oltre alla crisi del settore arbitrale, Ravanelli ha tracciato un bilancio netto sulla rincorsa scudetto della Juventus. Nonostante l’identità di gioco mostrata contro la Lazio, la squadra di Allegri pagherebbe un deficit tecnico e psicologico rispetto all’Inter, diventando vulnerabile a ogni minima sbavatura difensiva. Per colmare questo gap, la ricetta di Ravanelli è drastica e porta direttamente al calciomercato: il nome indicato per la svolta bianconera è quello di Victor Osimhen. L’ex attaccante ha identificato nel nigeriano l’unico profilo capace di risolvere i problemi di finalizzazione e riportare la Juventus ai vertici del calcio internazionale.
