Il gioco che ha rivoluzionato il modo di vivere la domenica sportiva in Italia potrebbe presto cambiare proprietà, passando direttamente sotto il controllo di chi quel calcio lo produce. La Lega Serie A ha deciso di rompere gli indugi per tentare l’acquisizione del business legato al Fantacalcio, un asset che negli anni si è trasformato da semplice passatempo tra amici in un impero commerciale dai numeri impressionanti. La data della verità è già fissata sul calendario: lunedì 16 febbraio, quando i venti club del massimo campionato si riuniranno in assemblea per decidere se dare il via libera definitivo a un’operazione che promette di riscrivere i confini tra intrattenimento e governance sportiva.
Un impero da 10 milioni di euro l’anno
L’interesse dei vertici di via Rosellini non è casuale, ma poggia su basi economiche solidissime. Il “pianeta Fantacalcio”, attualmente gestito dalla Srl Quadronica, vanta un bilancio che parla chiaro: 10 milioni di euro di fatturato netto annuo e una community fedelissima di 3 milioni di iscritti. La società, nata nel 2008 e controllata dagli imprenditori Nino Ragosta e Luigi Cutolo, rappresenta oggi un gioiello della digital economy applicata allo sport, capace di generare valore attraverso flussi pubblicitari, sottoscrizioni e un coinvolgimento degli utenti che non conosce cali di tensione.
L’operazione, fortemente caldeggiata dall’amministratore delegato della Lega, Luigi De Siervo, prevede un investimento massiccio: sul tavolo ci sarebbero circa 40 milioni di euro per rilevare il 51% dell’azienda. Si tratta di una valutazione che testimonia la crescita esponenziale del brand, raddoppiata nel giro di soli due anni, e che riflette la volontà della Lega di internalizzare un business che vive in simbiosi totale con le prestazioni degli atleti sul campo.
Club divisi: il nodo del consenso in Assemblea
Nonostante le potenzialità dell’investimento, la strada verso il “closing” non appare priva di ostacoli. Secondo quanto emerge dalle indiscrezioni riportate da Calcio e Finanza, il fronte delle società è tutt’altro che compatto. Se i promotori vedono nell’acquisizione una mossa strategica per diversificare i ricavi e controllare direttamente i dati di milioni di appassionati, alcuni club nutrono perplessità sulla congruità della spesa e sull’opportunità di gestire direttamente una piattaforma che deve mantenere, per sua natura, una certa indipendenza editoriale e statistica.
L’incontro di lunedì prossimo sarà dunque un passaggio cruciale. Le venti sorelle della Serie A, riunite sia in presenza che da remoto, dovranno pesare i pro e i contro di una manovra che porterebbe la Lega a diventare proprietaria del gioco che, più di ogni altro, tiene incollati i tifosi agli schermi fino all’ultimo minuto dei posticipi. Se l’ok dovesse arrivare, per il Fantacalcio inizierebbe una nuova era, sancendo ufficialmente l’unione tra il calcio giocato e quello sognato da milioni di italiani.
