Il futuro di Benjamin Pavard appare sempre più lontano dall’Olympique Marsiglia. Nonostante il ritorno in patria avvenuto in estate, il difensore francese non è riuscito a convincere l’ambiente dell’OM, finendo gradualmente ai margini delle rotazioni tecniche dopo un avvio di stagione promettente. Le prestazioni al di sotto delle aspettative e il calo del minutaggio nelle ultime settimane hanno spinto la dirigenza francese verso una decisione drastica: secondo quanto filtra dal club, non verrà esercitato il diritto di riscatto fissato a 15 milioni di euro.
L’Inter, proprietaria del cartellino, ha già mostrato totale chiusura a qualsiasi ipotesi di sconto sulla cifra pattuita lo scorso agosto. Di fronte al “no” di viale della Liberazione, il rientro di Pavard a Milano a giugno è ormai uno scenario quasi certo, ma si tratterebbe di un passaggio puramente formale. Nello scacchiere di Cristian Chivu, infatti, il ruolo di colonna della difesa è stato saldamente occupato da Manuel Akanji, arrivato dal Manchester City proprio per sostituire il francese e diventato in pochi mesi un pilastro inamovibile della retroguardia nerazzurra.
Con le porte di San Siro sbarrate, per Pavard si riapre prepotentemente la pista asiatica. Già durante la sessione estiva, nei giorni caldi del cosiddetto “Padel-Gate”, il giocatore era stato tentato dalle ricche offerte del Neom, club saudita guidato da Christophe Galtier. Proprio il tecnico che lo lanciò al Lille non ha mai smesso di corteggiarlo: “So che vorrebbe restare in Europa per il Mondiale, ma se vuole venire qui è il benvenuto”, aveva dichiarato Galtier pochi mesi fa. A giugno, senza più il paracadute del Marsiglia e fuori dai piani dell’Inter, l’opzione araba potrebbe trasformarsi nell’unica via d’uscita concreta per il difensore classe ’96.


