Il Milan si rimette in marcia. Dopo dieci giorni di sosta forzata, i rossoneri aprono la venticinquesima giornata di Serie A con la trasferta all’Arena Garibaldi contro il Pisa. Per Massimiliano Allegri è un incrocio con il destino: proprio in Toscana, trentasei anni fa, debuttava in massima serie contro quello che sarebbe diventato il suo Milan. Oggi, però, il romanticismo lascia spazio alla fredda classifica. Reduci dalla vittoria di Bologna e dal pari di Roma, i rossoneri affrontano la terza trasferta consecutiva con un obiettivo dichiarato: non perdere contatto con la vetta e, soprattutto, blindare la zona Champions League.
Il monito di Allegri: «Vietato sottovalutare le piccole»
Nella conferenza stampa della vigilia, il tecnico livornese ha alzato la guardia, ricordando i passi falsi della prima parte di stagione. «Il Pisa è una squadra fisica che in casa sa farsi valere», ha esordito Allegri. «Vincere non è mai normale, è difficile. Nel girone d’andata, tra Pisa, Parma e Cremonese abbiamo raccolto appena due punti: un ruolino che non possiamo permetterci ora che i punti pesano il doppio».
L’allenatore ha poi ribadito la gerarchia degli obiettivi stagionali, indicando nel ritorno nell’Europa dei grandi il traguardo minimo: «Siamo partiti per tornare in Champions e al momento siamo tra le prime quattro. Inter e Napoli sono fortissime, la Juventus sta risalendo e la Roma di Gasperini vola. Restiamo concentrati, anche se il rammarico per l’uscita dalla Coppa Italia resta».
Lo “scacco” all’Inter e il tema arbitrale
Interpellato su una possibile corsa al titolo che si concluda con uno spareggio contro i nerazzurri, Allegri non si è nascosto dietro un sorriso: «Firmerei per uno spareggio Scudetto contro l’Inter? Sì. In questo momento loro sono una realtà consolidata, lottano per il vertice da sei anni. Ma prima dobbiamo pensare a fare il nostro dovere a Pisa».
Non è mancata una stoccata diplomatica sulle recenti tensioni arbitrali e sulla proposta di professionismo per i direttori di gara avanzata da Spalletti e dall’Aia. «Le discussioni sugli arbitri esistono da cinquant’anni», ha tagliato corto il tecnico. «Il Var è uno strumento prezioso, ma dobbiamo puntare sull’oggettività. Il resto è soggettività e le polemiche non finiranno mai. Mi fa sorridere che in Italia si commenti un episodio di Liverpool-City: sarebbe più utile parlare di tecnica».
Infermeria e campo: Nkunku il “sensibile”, Pulisic a mezzo servizio
Sul fronte formazione, le notizie sono agrodolci. Christian Pulisic torna tra i convocati ma con un’autonomia limitata: «Avrà quindici o venti minuti», ha chiarito Allegri. Rafael Leao, invece, è pienamente recuperato e pronto a riprendersi la scena. Per il lungodegente Gimenez servirà ancora un mese, mentre Saelemaekers punta al rientro nel recupero di mercoledì contro il Como.
Parole al miele sono state spese per Christopher Nkunku, rigenerato dalla cura Allegri: «Non è una rinascita, doveva solo ambientarsi. È un ragazzo sensibile, gli ho detto di ridere di più. La sua tecnica è straordinaria e averlo al top, insieme ai recuperati Loftus-Cheek e Fofana, è vitale per questo finale».
Tra Olimpiadi e orgoglio nazionale
Infine, un pensiero ai Giochi di Milano-Cortina 2026 e ai successi azzurri: «Complimenti a Federica Brignone per l’oro, la sua forza di volontà è un esempio. Spesso noi italiani ci autodenigriamo, ma dovremmo essere orgogliosi delle nostre eccellenze sportive». Un orgoglio che Allegri spera di portare in campo domani: «Torno a Pisa da amico, ma voglio ripartire ancora più felice».



