Il sipario sulla venticinquesima giornata di Serie A si alza stasera all’Arena Garibaldi, dove il Milan di Max Allegri affronta il Pisa in un anticipo che profuma di opportunità strategica. Dopo il riposo forzato imposto dalle celebrazioni per l’apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 — che hanno fatto slittare la sfida con il Como al prossimo 18 febbraio — i rossoneri tornano in campo con un obiettivo cristallino: consolidare la piazza d’onore e accorciare il divario dall’Inter capolista. Il calendario, in questo senso, offre un assist formidabile al tecnico livornese, poiché il turno mette a confronto diretto tutte le principali inseguitrici nei due grandi summit della giornata: Inter-Juventus e Napoli-Roma.
La strategia di Allegri: cautela tattica e il recupero di Pulisic
Nonostante il divario tecnico sulla carta, Allegri ha predicato prudenza durante la conferenza della vigilia, memore del 2-2 dell’andata che evidenziò le fragilità difensive del suo undici contro il dinamismo toscano. «Vincere non è mai semplice, specialmente nel girone di ritorno dove i punti pesano il doppio», ha osservato l’allenatore, sottolineando come l’oggettività delle decisioni arbitrali debba restare il fulcro del miglioramento del sistema calcio, rifuggendo dalle sterili polemiche sulla soggettività dei fischi.
La notizia più confortante per il sodalizio rossonero riguarda il rientro di Christian Pulisic. L’attaccante statunitense ha smaltito i postumi della borsite e tornerà nell’elenco dei convocati, sebbene il suo impiego sarà centellinato. «Avrà al massimo quindici o venti minuti nelle gambe», ha avvertito Allegri, intenzionato a gestire il minutaggio dell’americano per evitare pericolose ricadute in vista del recupero infrasettimanale. In assenza di Saelemaekers, la fascia destra sarà nuovamente presidiata da Athekame, chiamato a una prova di maturità contro una compagine che fa della fisicità domestica la propria arma di sopravvivenza.
Hiljemark e la missione salvezza: il Pisa cerca l’impresa
Sul fronte opposto, il clima è quello delle grandi occasioni, ma con l’acqua alla gola di una classifica deficitaria. La gestione di Oscar Hiljemark, subentrato ad Alberto Gilardino, ha portato in dote un pareggio a reti bianche contro il Verona, ma l’impasse dei nerazzurri resta preoccupante: tre i punti di distacco dalla Fiorentina e sei quelli dal Lecce. Il tecnico svedese ha chiesto ai suoi uomini di diventare «una cosa sola» con la città e la tifoseria per tentare lo sgambetto alla corazzata milanista.
Il Pisa si presenterà con un assetto votato al sacrificio collettivo, cercando di inaridire le fonti di gioco rossonere attraverso un raddoppio sistematico sulle corsie esterne. Hiljemark sa bene che la stabilità difensiva sarà la chiave per restare in partita fino all’ultimo quarto d’ora, sperando di sfruttare quegli episodi che, storicamente, rendono l’Arena Garibaldi un terreno ostico per le grandi del nord. Il Milan, dal canto suo, non può permettersi passi falsi: vincere stasera significherebbe presentarsi al derby dell’8 marzo con una classifica che potrebbe autorizzare sogni più ambiziosi del semplice secondo posto.


