Diventare grandi implica spesso il coraggio di recidere le radici per abbracciare l’ignoto. Una massima che Gady-Pierre Beyuku Bowutankoyi ha trasformato nel manifesto della propria carriera. Il terzino francese classe 2005, oggi in forza al Modena, incarna perfettamente il prototipo del calciatore moderno: una struttura fisica dirompente — sfiora il metro e novanta di altezza — abbinata a una falcata che, per movenze e fisionomia, ha spinto molti osservatori a un accostamento suggestivo con Rafael Leao. Ma Beyuku non è un attaccante; è un esterno di spinta che ha scelto l’Italia per compiere quel salto di qualità che la Francia, sua terra d’origine, sembrava non volergli concedere.
Dalla periferia parigina alla consacrazione in Serie B
Nato a Clichy-la-Garenne il 23 novembre 2005, Beyuku ha iniziato a inseguire il professionismo tra i ranghi del Versailles, sobborgo dorato a venti chilometri da casa, raggiunto ogni giorno con un’ora di treno. Nonostante le doti atletiche fuori dal comune, l’impasse tecnica vissuta in patria lo ha spinto a una scelta radicale: un biglietto di sola andata per l’Italia. Il provino fortunato con la Triestina nel gennaio 2024 è stato il primo tassello di un mosaico che si è completato in Emilia. È qui che il Direttore Sportivo del Modena, Consolati — noto per aver pescato talenti come Massolin e Tonoli — ha intravisto le potenzialità cristalline del ragazzo, portandolo all’ombra della Ghirlandina nel luglio di due anni fa.
Sotto la guida di Pierpaolo Bisoli, Beyuku è passato rapidamente dai ranghi della Primavera alla stabilità della prima squadra. Il debutto in Serie B a soli 19 anni e la rete siglata al Braglia contro la Sampdoria hanno certificato la nascita di un nuovo protagonista della cadetteria. Il ragazzo di origini congolesi ha dimostrato una maturità precoce, diventando un elemento imprescindibile nelle rotazioni dei “canarini”, capace di interpretare il ruolo di laterale destro con una propensione offensiva fuori dal comune.
La ribalta mondiale e il rimpianto cileno
Il rendimento offerto in Italia ha costretto la Federcalcio transalpina a una brusca inversione di marcia. Bernard Diomède lo ha convocato a Clairefontaine per l’Under 20, inserendolo nella spedizione per il Mondiale U20 in Cile. Beyuku è stato uno dei grandi protagonisti della kermesse, trascinando la Francia fino alle semifinali. Resta, nel suo percorso, il rammarico per l’errore dal dischetto contro il Marocco, un’emozione forte che ne ha però forgiato ulteriormente il carattere. Quella rassegna iridata lo ha consegnato definitivamente ai taccuini dei top club europei, elevando il suo valore di mercato a cifre che oscillano tra i cinque e gli otto milioni di euro.
Il “modello Hakimi” e l’ombra della Juventus
Proprio durante l’autunno, le voci di un interessamento della Juventus si sono fatte sempre più insistenti. Il club bianconero ha monitorato con attenzione la crescita del ragazzo, vedendo in lui l’erede naturale per fisicità e progressione sui binari laterali. Tuttavia, il Modena ha scelto di resistere all’assalto per non indebolire la rosa nella corsa alla promozione, blindando un giocatore che in questa stagione ha già collezionato 19 presenze e una rete pesantissima martedì scorso a Venezia.
Beyuku non nasconde le proprie ambizioni. Sebbene i suoi riferimenti siano i corazzieri della Premier League come Walker e Wan-Bissaka, l’ispirazione costante è Achraf Hakimi. Il suo sogno proibito? Il Real Madrid. Ma per arrivare ai Galacticos, la strada passa necessariamente per il consolidamento in Italia. Nel frattempo, il Modena si gode il suo gioiello, consapevole che la parabola di Beyuku è destinata a impennarsi ulteriormente ora che la lotta per la Serie A entra nel vivo.

