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Caso Kalulu e la svolta Ifab: ecco come cambierà il VAR dai Mondiali 2026

Addio al limite d'intervento sulle doppie ammonizioni e guerra totale alle perdite di tempo. Da Collina il via libera alle nuove regole: rinvii cronometrati e FVS in rampa di lancio.

Redazione
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Il dibattito sulla modernizzazione del calcio non è più un esercizio di stile per accademici della materia, ma una necessità impellente certificata dai recenti cortocircuiti del sistema. L’episodio che ha visto protagonista Kalulu nel derby d’Italia, punito con una doppia ammonizione per un contatto con Bastoni viziato da una vistosa simulazione, ha riacceso i riflettori su un paradosso normativo: l’impossibilità del VAR di correggere un secondo giallo, anche di fronte all’evidenza di un errore grossolano. Un’impasse che sta per essere superata grazie a una svolta epocale impressa dall’Ifab.

La rivoluzione di Londra e il vertice in Galles

Il processo di riforma ha subito un’accelerazione decisiva all’inizio del 2026. Durante un vertice londinese, che ha visto la partecipazione di Pierluigi Collina, Chairman della commissione arbitrale FIFA, sono state gettate le basi per un calcio più fluido e meno ostaggio di tempi morti e ingiustizie procedurali. La conferma definitiva è attesa per il prossimo 28 febbraio, durante il meeting generale in Galles, con l’obiettivo di rendere operative le novità già per la rassegna iridata dei Mondiali 2026 in Nord America.

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L’espansione del protocollo VAR rappresenta il cuore pulsante di questo cambiamento. La tecnologia potrà finalmente intervenire per rivedere le espulsioni derivanti da doppie ammonizioni, sanando ferite regolamentari come quella del caso Kalulu-Bastoni. Ma non finisce qui: il monitor diventerà lo strumento per correggere cartellini assegnati per scambio d’identità e, in una mossa senza precedenti, per rettificare calci d’angolo chiaramente assegnati in modo errato, a patto che la correzione non pregiudichi la celerità della ripresa.

Guerra al cronometro: rinvii, infortuni e sostituzioni

Il secondo pilastro della riforma mira a estirpare la piaga delle perdite di tempo. La regola degli otto secondi, storicamente applicata al possesso del portiere, sarà estesa con lo stesso rigore anche a rimesse laterali e rinvii dal fondo. Una misura drastica che obbligherà i calciatori a una gestione del pallone molto più dinamica, pena sanzioni immediate.

Parallelamente, l’Ifab intende regolamentare con maggiore severità le interruzioni per cure mediche e cambi. Chi abbandonerà il rettangolo verde per ricevere assistenza dovrà osservare un periodo di stop forzato prefissato, scoraggiando così i tatticismi legati ai finti infortuni. Sul fronte delle sostituzioni, vigerà l’obbligo di lasciare il campo entro un limite tassativo di 10 secondi, un diktat che punta a mantenere alta l’intensità della gara fino al triplice fischio.

Dal fuorigioco semiautomatico al Football Video Support

Le novità toccheranno anche l’architettura tecnica del gioco. Sono attesi aggiornamenti significativi sul fuorigioco semiautomatico, volti a rendere la rilevazione ancora più immediata e meno soggetta a interpretazioni lunghe e faticose. Contestualmente, verranno potenziate le sperimentazioni del Football Video Support (FVS), sistema semplificato già testato con successo nella Serie C italiana, pensato per democratizzare l’uso della tecnologia anche in contesti con minori risorse infrastrutturali. Tra due settimane, la “luce verde” del Galles sancirà l’ingresso del calcio in una nuova era, dove la precisione del regolamento dovrà finalmente camminare di pari passo con lo spettacolo.

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