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Caso Bastoni, l’odio corre sui social: minacce di morte e silenzio dopo il rosso a Kalulu

Il difensore dell'Inter costretto a chiudere i commenti dopo gli attacchi alla famiglia. Marotta e Chivu lo blindano: «Nessuna simulazione, il contatto c'era».

Redazione
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Il post-partita di Inter-Juventus tracima dai confini del rettangolo di gioco per sfociare in una deriva inquietante che colpisce la sfera privata di Alessandro Bastoni. Quella che doveva essere la cronaca di un Derby d’Italia infuocato si è trasformata, per il difensore nerazzurro, in una “domenica infernale” segnata da un’ondata di odio social senza precedenti. Insulti e minacce di morte, estesi anche alla moglie Camilla e ai figli, hanno costretto il calciatore a blindare i propri profili digitali, trincerandosi nel silenzio della sua residenza bergamasca mentre il dibattito sull’episodio Kalulu continua a incendiare l’opinione pubblica.

La trincea di Bastoni e lo scudo nerazzurro

L’episodio incriminato — il contatto con Pierre Kalulu che ha portato all’espulsione del francese — è diventato il detonatore di una rabbia cieca. A Bastoni viene contestata non solo la presunta simulazione, che avrebbe tratto in inganno l’arbitro La Penna, ma anche un’esultanza giudicata provocatoria al momento del provvedimento disciplinare. Nonostante la tempesta, il sodalizio di viale della Liberazione ha eretto un muro a protezione del proprio tesserato. Beppe Marotta e il tecnico Cristian Chivu hanno ribadito la linea del club: il contatto esiste, non può essere negato, e l’accentuazione dello stesso rientra nelle dinamiche di un match ad alta tensione.

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«Il tocco è leggero ma c’è, bisogna ammetterlo. Bastoni era in vantaggio e, nei panni di Kalulu, non avrei mai messo le mani addosso a un avversario essendo già ammonito», ha dichiarato Chivu nel post-partita, spostando il focus sull’imprudenza del difensore bianconero piuttosto che sulla reazione del nerazzurro. Una posizione di fermezza che mira a normalizzare un fatto di gioco derubricato dalla critica più aspra a comportamento antisportivo.

Tra Champions League e l’Azzurro: il futuro immediato

Nonostante lo stress psicologico derivante dalle minacce subite, la centralità tecnica di Bastoni non è in discussione. Il difensore ha ripreso regolarmente gli allenamenti in vista dell’impegno europeo di mercoledì sera contro il Bodo Glimt, andata dei playoff di Champions League. Salvo un turnover precauzionale per permettergli di smaltire le scorie emotive della settimana, sarà regolarmente al comando della retroguardia.

Parallelamente, si spengono sul nascere le suggestioni di chi ne chiedeva l’esclusione dalla Nazionale. Il commissario tecnico non ha intenzione di rinunciare a uno dei suoi pilastri per gli imminenti e decisivi spareggi mondiali. Bastoni sarà regolarmente convocato per la sfida del 26 marzo contro l’Irlanda del Nord, proprio nella sua Bergamo, con l’obiettivo di trascinare l’Italia verso la finale del 31 marzo contro la vincente di Galles-Bosnia. La maglia azzurra resta salda sulle sue spalle, a dimostrazione che per i vertici federali e tecnici la professionalità del giocatore resta indiscutibile, al di là delle polemiche da tastiera.

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