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Alisson Santos si presenta: «Napoli è un sogno, imparo da Conte per la Serie A»

L'esterno brasiliano ex Sporting racconta l'esordio al Maradona e la voglia di riscatto dopo l'eliminazione in Coppa Italia: «Qui il calcio è più intenso».

Redazione
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L’impatto con la realtà partenopea è stato immediato e, per certi versi, agrodolce per Alisson Santos, il nuovo rinforzo offensivo prelevato dal Napoli durante la sessione invernale di mercato. L’attaccante brasiliano, reduce da un’esperienza formativa di rilievo tra le fila dello Sporting Lisbona, ha rotto il ghiaccio nell’atmosfera elettrica dello Stadio Maradona durante l’ottavo di finale di Coppa Italia contro il Como. Nonostante la freddezza mostrata dal dischetto nella lotteria dei rigori finale, il debutto del classe 2002 è stato macchiato dall’eliminazione della compagine guidata da Antonio Conte, un esito che non ha però scalfito l’entusiasmo del giovane carioca per la nuova avventura nel campionato italiano.

Tra Lisbona e Napoli: il processo di adattamento tecnico

Il salto dal calcio portoghese alla Serie A rappresenta un passaggio cruciale nella carriera del ventitreenne, che ai microfoni di Radio Crc ha analizzato con lucidità le differenze tattiche tra i due contesti. «Il campionato italiano è più tecnico e si gioca ad alta intensità», ha sottolineato il calciatore, evidenziando come la filosofia dello Sporting — basata sul controllo del gioco e il possesso palla — costituisca una base solida, sebbene non sufficiente per eccellere immediatamente sotto la gestione di Conte. Il tecnico leccese, noto per la sua intransigenza tattica e la richiesta di un sacrificio costante anche in fase di non possesso, sta già plasmando il ragazzo: «Lavoro per migliorare su questi aspetti con lo staff; piano piano sto raggiungendo il livello per essere d’aiuto».

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Alisson Santos incarna il prototipo dell’esterno moderno: un calciatore a cui piace «attaccare gli avversari, dribblare e cercare il gol», ma che ha compreso rapidamente l’importanza della fase difensiva nel calcio schematico e muscolare proposto dall’attuale guida tecnica azzurra. L’ambientamento nel capoluogo campano sembra procedere spedito, favorito da uno spogliatoio che lo ha accolto con calore, aiutandolo anche a superare lo scoglio linguistico di un italiano definito dallo stesso atleta come «molto difficile».

La sfida al Maradona e il rapporto con Conte

Calcare il prato del Maradona non è stata una novità assoluta per il brasiliano, che aveva già saggiato il clima dell’impianto di Fuorigrotta come avversario in Champions League con la maglia dello Sporting. Tuttavia, vestire la casacca azzurra ha generato sensazioni inedite: «Giocare per il Napoli è incredibile, senti la passione del tifo partenopeo». Questa connessione emotiva sarà il carburante necessario per affrontare la seconda metà di stagione, dove il Napoli è chiamato a concentrare tutte le proprie energie sul cammino in campionato dopo l’impasse di Coppa Italia.

La figura di Antonio Conte agisce come un magnete e, al contempo, come una garanzia di crescita per Alisson. «È un grande allenatore che ha una storia nel calcio», ha dichiarato il brasiliano, conscio che la disciplina e il rigore tattico dell’allenatore salentino rappresentino la via maestra per imporsi in un torneo dove la densità difensiva non concede sconti ai solisti. Il rigore trasformato contro il Como, seppur inutile ai fini della qualificazione, ha certificato la personalità di un giocatore che non teme le responsabilità e che punta a diventare, nel breve volgere di poche settimane, un fattore determinante per le rotazioni offensive del club di Aurelio De Laurentiis.

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