Il futuro di Massimiliano Allegri al Milan diventa il tema centrale della settimana del Derby, oscurando persino i recuperi di Bartesaghi e Pulisic. Nonostante le speculazioni su un addio a fine stagione, il tecnico livornese ha blindato la sua posizione rivendicando la solidità del progetto rossonero: «Sono al quinto anno al Milan, dopo gli otto alla Juve; qui si può costruire un percorso importante», ha ribadito l’allenatore, allontanando le suggestioni che lo accostavano alla panchina del Real Madrid. Con un contratto pesantissimo fino al 2027 (opzione 2028) da 5 milioni di euro annui, Allegri punta alla qualificazione in Champions League come conditio sine qua non per dare il via alla fase due della sua gestione.
La permanenza del tecnico è però subordinata a una svolta nel settore sportivo: Allegri esige un’evoluzione del suo ruolo da allenatore a manager, con una voce in capitolo determinante sulle strategie di calciomercato. Le ultime sessioni, segnate dal mancato arrivo di un difensore centrale a gennaio dopo il ko di Gabbia, hanno lasciato la rosa con soli tre elementi nel reparto, una criticità che il mister non intende replicare. La richiesta per il prossimo anno è chiara: innesti di esperienza internazionale sulla falsariga di Rabiot e Modric per guidare i giovani e garantire competitività immediata su più fronti.
Il fulcro della rivoluzione allegriana riguarda il reparto offensivo, dove il tecnico ha già individuato la priorità assoluta: un grande numero 9 già svezzato dalla Serie A. L’identikit tracciato porta direttamente a Dusan Vlahovic, l’uomo che completerebbe il mosaico tattico per dare l’assalto definitivo allo Scudetto. Solo dopo aver ottenuto garanzie tecniche e operative dalla dirigenza, Allegri metterà la firma sul nuovo corso, con l’obiettivo di trasformare il Milan in una corazzata capace di reggere l’urto delle big europee.

