Cos'è l'Articolo 17 e perché complica tutto
L'Articolo 17 del Regolamento Fifa sullo Status e il Trasferimento dei Calciatori disciplina le conseguenze della risoluzione unilaterale di un contratto senza giusta causa. In sostanza, un calciatore che ha firmato con un club da più di tre anni e che ha meno di 28 anni può svincolarsi avvalendosi di questa norma. Farlo, però, è tutt'altro che semplice: bisogna comunicare l'intenzione di svincolarsi entro quindici giorni dall'ultima partita disputata, e per i dodici mesi successivi non ci si può trasferire in un club di un altro campionato, il che, per Alvarez, significherebbe niente Real Madrid né Barcellona nell'immediato.
C'è poi la questione economica: il giocatore deve comunque versare un indennizzo al club, proporzionato all'investimento fatto su di lui, agli anni di contratto rimanenti e allo stipendio percepito. Il club che lo acquisisce, per altro, è obbligato in solidarietà a contribuire al pagamento di quelle spettanze verso la società cedente, cifre comunque generalmente molto più basse rispetto a un trasferimento tradizionale.
In Italia si era sfiorato un caso simile con Kvicha Kvaratskhelia, deciso a trasferirsi a Parigi e pronto a invocare proprio questa norma. Alla fine non se ne fece nulla, ma lo spettro dell'Articolo 17 spinse il Napoli a cederlo a una cifra inferiore rispetto alla clausola prevista, pur di evitare che il giocatore se ne andasse lasciando in cassa solo una decina di milioni. Resta il fatto che l'Articolo 17 è, e rimane, una soluzione malvista nel mondo del calcio: tra i club esiste una sorta di patto tacito di rispetto reciproco che riduce all'osso i casi di utilizzo di una norma tanto estrema, capace di causare un danno patrimoniale pesante a chi perde il proprio calciatore.